Maurizio Tropeano – LaStampa
Alberto Perino, uno dei volti più noti del movimento No Tav racconta di aver messo in rete le dichiarazioni di Umberto Bossi sulla non necessità dell’opera per il Piemonte con la postilla che sarebbero durate meno di 24 ore. E infatti poco prima delle tredici è arrivata la puntualizzazione del leader del Carroccio: «E’ evidente a tutti che sono favorevole alla Tav e ne ho spiegato anche le motivazioni. Ricordando che la geopolitica non cambia mai e che, come il traforo sul Frejus è stato importante per il rilancio del Piemonte a suo tempo, oggi lo sarà la Tav».
Del resto Perino non si aspettava certo di vedere le bandiere della Lega Nord alla marcia contro il treno veloce e il piano dei sondaggi che oggi partirà da Susa. Quelle bandiere c’erano nel 2005 ma sventolarono fino a quando non ci furono gli incidenti di Venaus. Ma le dichiarazioni di Bossi sono servite ad innescare una durissima polemica politica alla vigilia della manifestazione Pro-Tav organizzata per domani dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino. La presidente della Regione, Mercedes Bresso, e il Pd avevano colto al volo le dichiarazioni del leader della Lega per lanciare accuse sulla mancanza di volontà di una parte del centrodestra di realizzare l’opera. Ieri è arrivata la contro-replica. Nessun esponente del Pdl parteciperà alla manifestazione, nemmeno quelli che inizialmente avevano aderito scaricando la colpa sul «doppio gioco della Bresso», come spiega il coordinatore Enzo Ghigo.
Alla fine così ha vinto Roberto Cota, lo sfidante della Bresso, che fin dall’inizio aveva tenuto fuori il Carroccio dall’appuntamento del Lingotto. E ieri Cota si è preso la rivincita incontrando, con il sottosegretario Mino Giachino, una delegazione di imprenditori valsusini che domani saranno al Lingotto: «Noi siamo per la Tav, non come la sinistra e Ferrero che tra l’altro non è certo un mio alleato». Il segretario di Prc, infatti, ha aderito alla manifestazione No Tav, provocando un qualche imbarazzo nel Pd. Il segretario nazionale Bersani manda a Torino come osservatore il responsabile delle Infrastrutture ma il partito deve incassare il dissenso di Roberto Della Seta, ex Legambiente.
La questione Tav, insomma, rischia di avvelenare l’avvio della prossima campagna elettorale anche se l’obiettivo della manifestazione voluta da Chiamparino è di arrivare ad una mobilitazione economica e sociale per realizzare l’opera al di là degli schieramenti. E così ieri si è registrata la presa di posizione dell’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne: «La Fiat ha sempre considerato la Tav un’opera di importanza cruciale, fin da quando, vent’anni fa, Umberto Agnelli si spese in prima persona, assumendo la presidenza del primo comitato promotore dell’iniziativa. Oggi la nostra idea rimane immutata».
Secondo Marchionne «si tratta della più grande occasione che l’Italia ha per modernizzare la propria rete infrastrutturale e per porre le basi dello sviluppo economico che lasceremo alle prossime generazioni. E’ un’opera essenziale se vogliamo rendere il nostro sistema dei trasporti più efficiente e il nostro territorio più competitivo». Poi l’allarme: «Rinunciare alla Tav – per inerzia o per mancanza di coraggio – non significa solo rinunciare a un grande progetto ma vuol dire rendersi responsabili di cancellare l’Italia dalla cartina dell’Europa».