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La Torino-Lione avrà un peso determinante sulla prossima campagna elettorale, soprattutto nella costruzione delle alleanze e dei rapporti tra la politica e le categorie sociali. La puntualizzazione di Umberto Bossi sulla necessità di fare la Tav rafforza la linea dei falchi del centrodestra, soprattutto del leghista Roberto Cota, lo sfidante della Bresso, fa sì che anche chi aveva promosso l’iniziativa come il sottosegretario alle Infrastrutture Mino Giachino o l’onorevole Osvaldo Napoli alla fine non parteciperà all’appuntamento del Lingotto. Alla fine anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, avrebbe condiviso lo stop imposto dal coordinatore Enzo Ghigo che accusa la Bresso di fare il doppio gioco perché «fa alleanze elettorali con il segretario di Prc, Paolo Ferrero, che oggi parteciperà alla marcia No Tav in programma a Susa».
Certo, resta da spiegare agli imprenditori, soprattutto valsusini che per la prima volta scenderanno a Torino, il perché di questa scelta. E così ieri sera, Giachino, Cota, Ghigo e l’europarlamentare Vito Bonsignore, hanno incontrato una delegazione illustrando le cose fatte dal governo per portare avanti il progetto. E Cota attacca: «Ferrero non è certo un mio alleato».
Bresso e il Pd, però, hanno escluso ogni accordo politico e la federazione della sinistra non avrà posti in giunta. Gianfranco Morgando, però, segretario regionale democratico mette dei paletti: «E’ vero che con la sinistra non siamo divisi da un abisso ma solo da un fossato ma il problema è che a forza di alzare i toni della polemica contro la Tav questo fossato invece di ridursi si allarga». E da questo punto di vista è evidente che l’adesione di Ferrero e della Federazione della Sinistra alla marcia No Tav che oggi partirà alle 14 dall’autoporto di Susa «non aiuta certo a colmare la distanza anche perché è inaccettabile accostare chi vuole fare la Torino-Lione alla mafia o a chi si fa portatore di interessi occulti».
Ma Ferrero, nell’annunciare la sua adesione, spiega: «Come recita il volantino che promuove la manifestazione, saremo in prima fila a protestare contro il partito trasversale degli affari che vorrebbe trasformare il nostro territorio in un enorme cantiere per almeno vent’anni e in solidarietà alle amministrazioni comunali sotto attacco».
E Morgando è alle prese anche con il problema dei ribelli del Pd. Oggi il presidente della Comunità montana Valsusa e Valsangone, Sandro Plano, sarà ascoltato dai garanti del partito che devono accertare se abbia o meno violato lo statuto. Ma a parte le storie personali resta un problema politico e nel partito si sta facendo strada l’ipotesi di mettere sotto tutela gli organi collegiali valsusini. Morgando non parla mai di commissariamento ma il senso di scegliere una «gestione straordinaria degli organismi di coordinamento di Valle» ha lo stesso valore politico.
Intanto a Susa i militanti No Tav hanno fatto il porta a porta in ogni comune con l’obiettivo di portare in piazza a protestare contro la Torino-Lione e l’avvio dei sondaggi, migliaia di persone


I No Tav o i No Global? Prepariamoci alla solita pagliacciata, speriamo almeno non violenta, nel qual caso le forze dell’ordine avrebbero ogni diritto di intervenire in modo muscoloso.
Un’altra occasione persa per tacere, complimenti Giancarlo.
@Giancarlo: sei solito pre venuto… vieni in valle e vedi qual’è il clima… leggi troppo i giornali di regime che ti riempiono la tua zucca vuota con le loro menzogne…
Oggi i NO TAV hanno dimostrato una volta ancora che i vostri interessi non potranno mai vincere sui nostri ideali!!!
Ora e sempre:NO TAV!!!