Paolo Griseri – Repubblica

Ottocento persone nella sala gialla del Lingotto firmano il patto Sì Tav per la Torino-Lione. La Torino che conta, – imprenditori, associazioni di categoria e sindacati – si riunisce per dire Sì all´alta velocità e replicare alla manifestazione che sabato ha fatto sfilare ventimila No-Tav in Valle di Susa: «Una minoranza», dicono i promotori, il sindaco Chiamparino e i deputati Esposito e Merlo. È assente però il centrodestra, che nel pomeriggio replica con una contro-conferenza stampa in cui accusa l´iniziativa di Chiamparino di essere «insincera, contraddittoria e per nulla super partes». E Roberto Cota usa parole dure contro il Partito Democratico: «Il Pd ha dimostrato di essere contro la Tav, visto che venti sindaci hanno sfilato al corteo di Susa». La ricetta di Enzo Ghigo e di Osvaldo Napoli è una class action contro gli oppositori della Torino-Lione: «Lo faremo se non saranno rispettati i tempi». La Torino che conta si riunisce al Lingotto per dire sì alla ferrovia più contestata d´Italia. Il giorno dopo la grande manifestazione popolare di Susa, tocca ai favorevoli far vedere la loro forza. Che è nella capacità di schierare nelle prime file i vertici delle associazioni imprenditoriali e dei sindacati e di portare sul palco i vertici delle principali istituzioni, da Chiamparino a Saitta a Bresso.

La Presidente sceglie di non intervenire per rispettare il carattere bipartizan di una manifestazione che in realtà conta in sala solo esponenti del centrosinistra: «Abbiamo voluto evitare i toni da campagna elettorale anche se il centrodestra, che aveva organizzato con noi l´iniziativa, ha deciso di tirarsi indietro», spiega Stefano Esposito. È evidente che hanno giocato il diktat di Cota e lo scarso interesse della Lega Lombarda per un´opera che avvicina il Piemonte alla Francia e mette in crisi l´idea che il Nord Italia sia una grande periferia di Milano: «L´importante – aveva detto Bossi nei giorni scorsi – è che il Piemonte sia ben collegato alla Lombardia».

Si inizia con quella che appare da lontano come una imprevista contestazione «No Tav»: un gruppo di militanti con bandiere bianche e scritte rosse occupa il palco e viene ripreso dalle telecamere. Dopo poco si capisce che le bandiere sono solo un´imitazione di quelle della val di Susa e che la scritta è «Si Tav». Dal palco, dopo Esposito, prendono la parola gli esponenti delle associazioni imprenditoriali e dei sindacati. Tra gli interventi meno prevedibili, quello delle associazioni degli autotrasportatori, favorevoli a un´opera che, in teoria, dovrebbe togliere loro il lavoro. C´è anche l´esponente dei piccoli proprietari terrieri che protesta perché «molti di quelli che contestano non hanno nemmeno un pezzetto di terra e dunque pensano di dettar legge in casa d´altri».

Dalla platea, per scelta degli organizzatori, non si alzano esponenti dei partiti politici. Ci sono in sala i vertici di Pd, Udc (c´è il capogruppo al Senato, D´Alia) e Api, il nuovo partito fondato da Francesco Rutelli. Non c´è, ovviamente, la sinistra radicale che aveva sfilato sabato con i No Tav a Susa. E non c´è l´Italia dei valori: il partito di Di Pietro pur considerando la Tav «un sistema moderno ed efficace» ritiene che la val di Susa «non sia l´unico percorso possibile».

La serie di interventi dal palco viene chiusa da Antonio Saitta e Sergio Chiamparino. Il Presidente della Provincia mette in dubbio che «tutti coloro che hanno sfilato sabato siano valsusini» e accenna addirittura a «treni speciali» che sarebbero giunti da fuori Torino per dar man forte agli organizzatori del corteo. Il sindaco premette che «raramente in Italia si assiste a una manifestazione ‘per´». Poi, di fronte agli 800 in platea, parla del corteo No Tav: «Una manifestazione di dissenso di una rispettabilissima minoranza. Proponiamo un patto a tutti coloro che hanno e avranno responsabilità di governo, siano di destra, di centro o di sinistra: che si impegnino a mandare avanti un´opera prioritaria per il Piemonte».

Grande interesse per l´intervento di Mario Virano: «Prendo la parola come persona informata sui fatti». E spiega che «non vanno sottovalutate le perplessità di parte della popolazione». Poi chiede al movimento No Tav «di scegliere dove andare: se allo scontro frontale con governo, Regione e Provincia o se entrare nel vivo della discussione che si sta svolgendo nell´Osservatorio».

Comments

There are 2 comments for this post.

  1. Marco on gennaio 25, 2010 2:39 pm

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    Ce ne vuole di fantasia (ma quanto gli brucia?).
    E questo sarebbe il nostro Presidente della Provincia?
    Siamo messi bene …

  2. faunista on gennaio 26, 2010 10:20 pm

    Già, ridicolo. I politici sia locali che nazionali al giorno d’oggi sono solo uomini “piccoli”, meschini e incompetenti.

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