Per colpa di una svista, durante la manifestazione Si Tav, non è stata data la parola all’esponente dell’Anqui. Nel chiedere ancora scusa, pubblichiamo qui di seguito il testo del suo intervento.
Buongiorno a tutti, sono Lamberto Borgogni.
Rappresento l’ANQUI – Associazione Nazionale Quadri Industria che raggruppa la maggior parte delle Organizzazioni dei Quadri e delle Alte Professionalità Italiane e Piemontesi in particolare, come le Associazioni dei Quadri e Capi FIAT, AVIO, TECNIMONT, ALSTOM, DENSO, FENICE, BURGO e SKF, per citarne alcune.
Vi porto con piacere il saluto dell’associazione e lo faccio leggendo integralmente il Comunicato con il quale abbiamo dato pieno sostegno a questa iniziativa.
“L’ANQUI – Associazione Nazionale Quadri Industria – aderisce alla manifestazione “SI – TAV“.
È piena convinzione della Associazione che la realizzazione di questa grande infrastruttura sia assolutamente necessaria per favorire lo sviluppo del Piemonte e dell’intero Paese in un contesto della massima salvaguardia possibile dell’impatto ambientale che ne deriva.
La realizzazione di moderne infrastrutture, capaci di collegare efficacemente le aree produttive ed i mercati europei rappresenta, infatti, una condizione indispensabile per assicurare un sufficiente livello di competitività ad un sistema produttivo, come quello del Piemonte, indissolubilmente votato alla esportazione ed alla globalizzazione.
L’ANQUI non ha mai sottovalutato l’importanza del consenso che deve essere ricercato con i territori coinvolti nella realizzazione di queste opere che possono temerne l’impatto ambientale e territoriale e che, nel corso della loro realizzazione, potranno arrecare innegabili disagi ai cittadini.
Tuttavia, nel caso della TAV Torino – Lione, i tre anni di attività dell’Osservatorio, costituito proprio per coinvolgere le istituzioni locali ed i rappresentanti del territorio interessato, hanno consentito di tenere conto delle questioni ambientali e di sicurezza sollevate e di individuare le soluzioni più adeguate modificando, anche sostanzialmente, il progetto originario per offrire, anche alla Val di Susa maggiori opportunità di sviluppo economico.
Si tratta, ora, di passare concretamente alla realizzazione dell’opera recuperando, se possibile, anche i ritardi accumulati.
Di fronte alle residue contestazioni di una esigua minoranza, che stanno assumendo modalità chiaramente inaccettabili, è divenuto indispensabile che la stragrande maggioranza dei cittadini che condivide la necessità di realizzare questa indispensabile infrastruttura espliciti senza ambiguità la propria convinzione.
Per questi motivi l’ANQUI, con la sua adesione alla manifestazione “SI – TAV”, intende aggiungere la voce e l’impegno della categoria dei Quadri e delle alte professionalità dei settori produttivi particolarmente interessati allo sviluppo industriale ed alla competitività globale, a quella delle Istituzioni e delle altre organizzazioni sociali e produttive che intendono impegnarsi per la realizzazione di questa opera strategica.”
Concludo ringraziando tutti coloro che hanno reso possibile questa Manifestazione.
Grazie per aver dato voce alle Organizzazioni e alle Persone come noi, che non antepongono l’appartenenza politica e le ideologie, alla possibilità di costruire insieme un futuro fatto di sviluppo e opportunità da cogliere.


Wow, questa Anqui è talmente di primo piano che se ne erano pure dimenticati!
Scusi Sig. Borgogni (detto anche “salgo anche io sul carrozzone senza sapere nulla di quello di cui parlo”), mi spiega quali sarebbero le “modalità inaccettabili” con cui la minoranza valsusina (solo 40.000 persone..) sta portando avanti la contestazione? Forse ha talmente a cuore la democrazia che ritiene orrendo il fatto che venga consentita la protesta?
A parte il fatto che, se gli organizzatori dicono 40.000, sicuramente erano meno di 20.000, rimane comunque una piccola, piccolissima minoranza.
Caro Faunista,
screditare chi decide di portare avanti un’idea con toni pacati e civili senza nascondersi dietro un nickname mi sembra poco democratico soprattutto detto da colui il quale scrive ” Forse ha talmente a cuore la democrazia che ritiene orrendo il fatto che venga consentita la protesta”…. non le sembra una piccola contraddizione in termini…
Dal mio modesto punto di vista poi una folla di 40000 persone , se pur numerosa, resta una microscopica minoranza rispetto a 56 milioni di italiani che hanno anch’essi il diritto di esercitare la propria idea di democrazia che non necessariamente coincide con la sua.
Nella speranza che la pacatazze torni ad essere il motore trinante di queste pagine le auguro una piacevole giornata.
Forse il signor faunista (bah??) non sa che bloccare i treni o l’autostrada è interruzione di pubblico servizio, reato penale.
A proposito di legalità, diritto e diritti
http://www.carta.org/campagne/grandi+opere/no+tav/19176
Cara Silvia,
con quale diritto ha la presunzione di affermare che 56 milioni di italiani la pensano come lei?
Pur non abitando in Val di Susa, le assicuro che questa Torino-Lione puzza di marcio fino a casa mia e le assicuro che sono in tanti a pensarla come me.
Nel mini congresso del 24 Gennaio al Lingotto non è stato esposto neppure un dato tecnico che giustifichi l’opera. Solo slogan, alcuni dei quali veramente ridicoli.
“La metro per i nostri figli”: ma fatemi il piacere.
Già me li immagino i nostri figli fare i pendolari tra Torino e Lione su un convoglio merci!
Caro Marco,
sul sito delle regione Piemonte è disponibile ampia documentazione tecnica.
Saluti