Anche Hollande tifa per la Tav “Non fermatela”

Paolo Levi – LaStampa

La Francia fa quadrato per difendere la linea ad alta velocità Torino-Lione. Dopo le parole pronunciate da Thierry Mariani, l’attuale ministro dei Trasporti di Nicolas Sarkozy – che nelle scorse settimane ha ringraziato il governo italiano per «non piegarsi davanti alla minoranza» dei No-Tav – ieri è sceso in campo anche François Hollande, il candidato socialista alle presidenziali del 22 aprile e del 6 maggio, superfavorito nei sondaggi, dicendo a chiare lettere che anche nel caso di una sua vittoria all’Eliseo la linea ferroviaria Torino-Lione resterà per Parigi un’opera necessaria. «Bisogna lavorare alla competitività dell’Europa come terra di produzione e tutto ciò passa attraverso la costruzione di infrastrutture come la Tav Torino-Lione», ha affermato. «La soluzione alla crisi dell’Europa – ha avvertito, rivolgendosi ai No-Tav – non sarà mai nel ripiegamento su se stessi. Per rilanciare l’attività economica in Europa e bloccare l’aumento della disoccupazione, abbiamo bisogno di questo tipo di investimenti, che rendano il nostro continente più attrattivo e coeso».

Nelle scorse settimane, anche Roland Ries, responsabile Trasporti della campagna di Hollande, ha detto che la Torino-Lione è un progetto «importante e necessario», uno degli «anelli mancanti per l’interconnessione dell’Europa», che rappresenta «una priorità». E se le proteste contro la linea ferroviaria sono «legittime, non lo sono le violenze che le accompagnano». La linea «è una necessità per l’Europa, sia per il trasporto ferroviario dei passeggeri che delle merci», ha insistito il ministro-ombra di Hollande, ricordando che la tratta rientra nel corridoio 5, il progetto dell’Ue per la realizzazione di un collegamento ferroviario da Lisbona a Kiev.

Nelle scorse settimane, anche il governo del presidente Nicolas Sarkozy – che nel voto presidenziale è il principale sfidante di Hollande – si è schierato a difesa della linea. La Torino-Lione «è uno dei progetti più importanti, se non il più importante per la Francia e per l’Italia», ha spiegato il ministro dei Trasporti, Thierry Mariani, lanciando un chiaro messaggio ai No Tav: «Per quanto riguarda i manifestanti, voglio ricordare che è anche il progetto più ecologico, visto che consentirà di fare in modo che migliaia di camion non passino più tra le Alpi. E i Paesi sui due versanti della frontiera saranno liberati dai mezzi pesanti». «E’ un progetto che tutti dovrebbero appoggiare», ha avvertito ancora il ministro, rendendo omaggio alla «determinazione del governo italiano che dimostra di non piegarsi davanti ad una minoranza».

Lo scorso 30 gennaio, Italia e Francia hanno firmato a Roma l’accordo definitivo per la ripartizione dei costi relativi alla realizzazione della tratta transnazionale. Un’opera da 8,2 miliardi che, al netto del cofinanziamento europeo e della quota francese, all’Italia costerà 2,7 miliardi. I lavori principali partiranno nel 2013 per concludersi nel 2023, ma quest’anno si avviano le opere per il tunnel della Maddalena di Chiomonte, in Valle di Susa.

Intanto, i No Tav hanno indetto per mercoledì prossimo giorno della notifica degli espropri (per essere precisi l’occupazione temporanea) dei terreni nell’area del cantiere di Chiomonte – una giornata di manifestazioni, da Milano a Palermo, da Trieste a Roma, da Torino a Reggio Emilia. Martedì sera è prevista una fiaccolata in Valle di Susa, il giorno successivo, per gli «espropri», probabilmente molti No Tav si raduneranno tra Chiomonte e Giaglione. Ma il vero obiettivo dei No Tav ormai è «il percorso nazionale di allargamento del nostro movimento, delle nostre istanze, della nostra lotta». La nuova tratta transnazionale consentirà di raggiungere Parigi da Milano in 4 ore, contro le attuali 7 ore. Il costo totale della linea è stimato intorno ai 15-20 miliardi di euro, di cui una parte finanziata da Bruxelles.

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