Pdl, pressioni di Cota e Ghiglia E i promotori disertano il Lingotto

SARA STRIPPOLI – Repubblica

IL PARTITO detta la linea, le truppe recalcitrano e alla Sì Tav del Lingotto vorrebbero andare o non andare in libertà. In tempi di partiti plurali, quanto lo è il Pdl di Cota e Ghigo? In mattinata, ore 11,30, il capogruppo regionale del Pdl Angelo Burzi annuncia con piglio deciso che domenica sarà alla manifestazione bipartisan.«Semplice. Io sono favorevole alla Tav, quindi ci andrò». Pochi minuti dopo, l´ex-assessore all´Agricoltura della giunta Ghigo Ugo Cavallera si inventa una quarta condizione in aggiunta alle tre dettate da Cota la scorsa settimana: «Se loro verranno ad un convegno sul terzo valico, noi potremmo andare in Sala gialla». Nei giorni scorsi il vicepresidente del Consiglio comunale Michele Coppola aveva dichiarato di voler essere presente.

Alle 13 il partito, diventato d´improvviso assai meno plurale, è costretto “obtorto collo” a ricomporsi. Il coordinatore Enzo Ghigo annuncia con decisione che al Lingotto «non si va» e che nel pomeriggio di domani il Pdl terrà una contro-conferenza stampa: «Non copriremo le contraddizioni del Pd e di Chiamparino». E cosa faranno Osvaldo Napoli, Walter Zanetta e il sottosegretario Mino Giachino, entusiasti promotori dell´iniziativa bipartisan? «Nessuno di loro andrà. Hanno sbagliato», risponde secco il senatore Pdl, quasi stesse parlando di studenti discoli colti in fallo a marinare la lezione. Nel pomeriggio Giachino ammette che non sarà al Lingotto: «Io faccio parte del governo e questa è la posizione, il centrosinistra avrebbe dovuto soddisfare almeno una delle condizioni richieste». Poco dopo è Osvaldo Napoli, il promotore dei promotori, a tentennare. All´aeroporto di Pechino risponde al cellulare e cade dalle nuvole. «Ghigo dice che ho sbagliato? Io non credo, ma adesso lo chiamo». Due ore dopo arriva il suo comunicato. Tutta un´altra storia: «Lo strabismo di Bresso rende impossibile una nostra partecipazione e, in sintonia con Ghigo, ho deciso di non partecipare». Peccato che avesse da poco approvato un documento concordato con il sindaco di Torino sull´importanza dell´iniziativa. Hanno avuto forti pressioni per non andare, è il messaggio che circola con insistenza. Enzo Ghigo smentisce: «Abbiamo semplicemente detto che ciascuno si assume le sue responsabilità». E Burzi? «Non avrà letto i giornali, adesso lo chiamo io», risponde il coordinatore prima di incontrare con Giachino, Bonsignore e Cota gli imprenditori del nuovo consorzio valsusino. Il capogruppo regionale in serata conferma: «Sono distratto, se questa è la linea del partito mi adeguo e resto volentieri a dormire». Riassunto finale? È passata la linea di Cota e di Ghiglia. Erano giorni infatti che il veggente Agostino andava dicendo che alla fine tutti sarebbero stati richiamati all´ordine e nessuno si sarebbe presentato in Sala gialla. In fondo non era quella del lancio del Pd di Veltroni? Che c´azzecca il Pdl?

TORINO-LIONE: MARCHIONNE, OPERA DI IMPORTANZA CRUCIALE

(ANSA) – TORINO, 22 GEN – ‘La Fiat ha sempre considerato la Tav un’opera di importanza cruciale, fin da quando, vent’anni fa, Umberto Agnelli si spese in prima persona, assumendo la presidenza del primo comitato promotore dell’iniziativa.

Oggi la nostra idea rimane immutata’. Anche l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, scende in campo a sostegno della realizzazione della linea ad alta velocita’.

‘Si tratta della piu’ grande occasione che l’Italia ha – sottolinea Marchionne – per modernizzare la propria rete infrastrutturale e per porre le basi dello sviluppo economico che lasceremo alle prossime generazioni. E’ un’opera essenziale se vogliamo rendere il nostro sistema dei trasporti piu’ efficiente e il nostro territorio piu’ competitivo’.

‘Rinunciare alla Tav, per inerzia o per mancanza di coraggio – dice ancora l’a.d. Fiat – non significa solo rinunciare a un grande progetto ma vuol dire rendersi responsabili di cancellare l’Italia dalla cartina dell’Europa. La scelta che si impone oggi e’ tra far compiere al Paese un passo di modernita’ oppure condannarlo all’isolamento. Ed e’ una scelta da fare il piu’ in fretta possibile, consapevoli che da essa dipende il futuro, non solo economico, di tutta l’Italia’. (ANSA).

Adesione Rocchino Muliere

La Torino-Lione rappresenta una opera necessaria per il futuro della nostra regione. E’ un’infrastruttura da cui non si può prescindere se si immagina un Piemonte aperto all’Europa, pienamente inserito nei grandi flussi di scambi, capace di guardare alla qualità ambientale e alla sostenibilità dello sviluppo e insieme in grado di progettare e costruire il proprio ruolo nei prossimi decenni.

In questi anni mi sono impegnato insieme ad altri consiglieri del gruppo in Consiglio regionale perchè procedesse la realizzazione della Torino-Lione. Con lo stesso spirito aderisco alla manifestazione del 24 gennaio al Lingotto, convinto che iniziative di questo genere rafforzano il tasso di riformismo della società piemontese e danno fiducia e forza a quanti guardano con speranza al futuro del Piemonte e del paese.

Rocchino Muliere, capogruppo regionale PD

Adesione API

Il gruppo consiliare ALLEANZA PER L’ITALIA, rappresentato nel Comune di Torino dal Capogruppo Gavino OLMEO e dal Cons. On. Marco CALGARO, aderisce alla manifestazione SI TAV di domenica 24 gennaio. “Dire sì alla Tav oggi significa ribadire un impegno programmatico. La TAV è decisiva per lo sviluppo economico e produttivo del Piemonte e di tutto il Nord Ovest del nostro Paese. E dire sì oggi alla realizzazione della Torino-Lione significa anche accettare la sfida del futuro che non può essere frenato da spirito conservatore e pregiudiziali ideologiche”.

GAVINO OLMEO

Tav, il popolo dice sì

Stefano Esposito e Giorgio Merlo – Europa

La Val di Susa non è il pianeta Pandora e i No Tav nulla hanno a che fare con i Na’vi. Nessuna lotta tra bene e male. Ad opporsi all’apertura dei cantieri è una minoranza rumorosa, formata da alcuni valligiani perbene preoccupati dell’impatto ambientale della Tav e da professionisti dell’antagonismo, il cui obiettivo è quello di tenere in ostaggio la volontà della maggioranza e lo sviluppo del Piemonte.

Perché questa è la posta in gioco in Val di Susa: scegliere tra un destino di declino e marginalizzazione (il Piemonte come capolinea periferico del Nord Ovest) oppure fare della nostra regione la piattaforma logistica del Nord Ovest, collegata con i grandi flussi internazionali, producendo valore e opportunità produttive, rilanciando il ruolo degli interporti (in particolare quello di Orbassano), garantendo l’ammodernamento e la rifunzionalizzazione del sistema ferroviario locale, ridefinendo le vocazioni dei territori intermedi.

Come ha ben scritto Franco Migliorini su Limes, «fallire questa occasione vorrebbe dire condannare l’Italia a essere solo il terminal meridionale della nuova rete logistica centroeuropea, saldamente radicata sulla Germania e sui porti del Nord Europa, dove risiedono tutti i centri decisionali dei maggiori operatori».

Da questa consapevolezza è nata Sì Tav, la manifestazione bipartisan che si svolgerà domenica 24 gennaio al Lingotto Fiere di Torino e che coinvolge partiti politici, sindacati, associazioni di categoria, amministratori locali e semplici cittadini.

L’iniziativa del Lingotto assume un significato molto particolare per il Pd, spesso accusato dalla destra di ambiguità e contraddizione, a causa della sciagurata scelta fatta da alcuni amministratori della Valle che hanno stretto un’alleanza elettorale con le liste No Tav. Accuse ingiuste, perché il Pd del Piemonte in più occasioni ha esplicitato la propria posizione favorevole alla realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino- Lione (sottoscrivendo anche la dichiarazione comune elaborata da Confindustria Piemonte e comitato Transpadana).

Anche il segretario Pierluigi Bersani (che ha spiegato agli amministratori dissenzienti che loro parlano solo a titolo personale e non a nome del partito), ha sostenuto il lavoro dell’Osservatorio, della regione e della provincia che in questi cinque anni sono riusciti a coinvolgere le popolazioni locali nel nome del dialogo e del confronto. Ora si è esaurito il tempo della contrapposizione fine a se stessa. Ulteriori ritardi non sono ammissibili, perché il rischio è quello di perdere i finanziamenti europei. Se ciò dovesse accadere non basterebbero le esibizioni isteriche di Beppe Grillo e i presidi promossi dai reduci dell’anarco-insurrezionalismo a ripagare il Piemonte, l’Italia e le future generazioni dell’immane danno arrecato (per informazioni vedere www.sitavtorino.net).

Adesione UPP

La Presidenza dell’Unione Province Piemontesi ha deliberato, in data odierna, l’adesione alla manifestazione Sì TAV del 24 gennaio p.v..

Il Presidente UPP

Massimo Nobili

TORINO-LIONE: UDC PIEMONTE ALLA MANIFESTAZIONE SI’-TAV

(ANSA) – TORINO, 22 GEN – L’Udc piemontese ribadisce con forza la sua partecipazione al convegno dei ‘Si’ Tav’ in programma al Lingotto per domenica prossima a Torino. ‘L’Udc del Piemonte sara’ ben rappresentato anche grazie alla partecipazione dell’onorevole Mauro Libe’ segretario della 8/a Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici alla Camera – ha commentato Alberto Goffi, segreterio regionale Udc – da sempre noi sosteniamo che la Tav sia un’opera fondamentale per il Piemonte e per tutto il Paese, e non e’ tollerabile alcun altro indugio, che rischi di far perdere i finanziamenti europei’. (ANSA).

“ADERISCO ALL’INIZIATIVA SI’ TAV.  BISOGNA SUPERARE IL RITARDO INFRASTRUTTURALE  PER GARANTIRE SVILUPPO AL PIEMONTE”

“Aderisco all’iniziativa bipartisan del 24 gennaio a favore della realizzazione della Torino-Lione. La TAV è opera strategica per il Piemonte e riguarda non una parte sola, ma la società tutta e le generazioni future. Lo sviluppo e la competitività della nostra Regione non possono continuare ad essere penalizzati dal deficit infrastrutturale. Quindi, nessun ritardo è più tollerabile.

Anche il fatto che Bossi e molti militanti della Lega nutrano dubbi sull’utilità di quest’opera dimostra come oggi chi si considera autenticamente riformista non possa che essere a favore della TAV”.

Elio ROSTAGNO

Consigliere Regionale e Vicepresidente Regionale PD

Saitta: sì ad appalti trasparenti Virano: carotaggi oltre la media

Sara Strippoli – Repubblica

Il presidente della Provincia Antonio Saitta chiede al suo partito il commissariamento dei circoli Pd della valle di Susa e in parallelo lavora a creare un tavolo per la trasparenza degli appalti per la linea Torino-Lione: «Chiederà al governo di collaborare con noi – spiega – perché non possiamo restare in silenzio quando si lanciano allarmi di infiltrazioni mafiose nelle grandi opere». Intervenendo ai lavori delle commissioni consiliari trasporti e pianificazione territoriale che ieri hanno ascoltato il presidente dell´Osservatorio Mario Virano, Saitta ha chiarito che la rappresentanza tecnica indicata dalla maggioranza dei Comuni riguarda il 96% degli abitanti del territorio interessato al progetto: «I comuni che hanno scelto di non seguire i lavori rappresentano una parte molto minoritaria, appena il 3,18 per cento del milione e 200 mila abitanti coinvolti». Mario Virano ha invece comunicato che con i sondaggi di ieri sono già 11 i carotaggi completati: 8 a Torino e nell´area metropolitana, 2 a Susa nell´area Sitaf e 1 a Chiusa San Michele: «Andremo oltre il numero di 12 fissato entro fine gennaio». Gli errori compiuti al Mugello, precisa Virano, insegnano molto: «I carotaggi sono indispensabili per conoscere il territorio e le falde».

Nel 2005 ero un oppositore ma oggi il progetto è diverso

Paolo Griseri – Repubblica

Michele Cribari, autotrasportatore di Susa, è promotore del «Consorzio di imprese per tutelare il lavoro e i lavoratori nella valle».

Signor Cribari, come mai partecipate alla manifestazione «Sì Tav» di domenica?

«Perché pensiamo che l´opera serva allo sviluppo del nostro territorio».

Ve ne siete convinti oggi perché il movimento No Tav è meno forte di quattro anni fa?

«Confesso che quattro anni fa ho partecipato anch´io a qualche manifestazione. Non mi convinceva il progetto, forse non me lo avevano spiegato bene».

Che cosa è cambiato da allora?

«Intanto è cambiato il tracciato. Prima era una linea Milano-Lione, ora passa da Torino. E io so, da camionista, quanto è importante poter utilizzare l´interporto di Orbassano».

La vostra scelta vi ha creato dei problemi in valle?

«Nessun problema. Qualche discussione in famiglia ma è normale. Del resto qui ognuno ha opinioni diverse, la Tav è un argomento che fa discutere».

Lei non teme che una grande opera di queste dimensioni possa favorire infiltrazioni della malavita?

«Ho visto che sugli striscioni c´è scritto: ‘Tav=mafie´. Ma io penso che compito della politica sia proprio quello di evitare che queste cose accadano. Lo so che c´è il rischio ma con questo criterio non si farebbe mai nulla».

Un altro cavallo di battaglia di coloro che sono contrari sono i rischi per la salute. Lei non ha paura?

«Io credo che ci siano le tecnologie per poter far fronte a questi rischi».

Quali sarebbero a suo parere i vantaggi per la val di Susa?

«Il principale sarebbe certamente la stazione internazionale a Susa. Un´occasione di sviluppo turistico per il territorio, soprattutto per le località dell´alta valle».

Lei fa politica?

«Mi sono candidato anni fa a Susa in un partito di centrodestra».

Nel vostro Consorzio sono tutti di centrodestra?

«Assolutamente no. Siamo di tutti gli orientamenti politici. Soprattutto ci sono tra di noi persone normalmente in concorrenza tra di loro. Questo non ci impedisce di lavorare tutti insieme per quello che riteniamo essere il bene del nostro territorio».

Dopo la partecipazione al convegno di Torino, avete altre iniziative in programma?

«Intanto stiamo preparando quell´intervento. E poi pensiamo a crescere i valle per far sentire la voce del nostro movime

Gaffe di Bossi sulla Tav Bresso e Pd all’attacco

MARCO TRABUCCO – Repubblica

Una dichiarazione di Bossi a TelePadania, ripresa da un sito di area leghista e in cui il leader del Carroccio esprime dubbi sulla necessità di costruire la Torino-Lione e sottolinea la «dipendenza» del Piemonte dalla Lombardia, scatena la prima polemica preelettorale. Con la Lega impegnata a cercare di ridimensionare la gaffe del Senatur e Bresso e il Pd scatenati per sfruttarne gli effetti.

A scoprire la dichiarazione sul sito «Il Padano» (è il video su You Tube) è stato il parlamentare Pd, Stefano Esposito. «Tav. Bossi frena: “Non so se il Piemonte ne ha bisogno”», il titolo dell´articolo» Che recita poi: «Nella Lega Nord non c´è solo Borghezio a mostrarsi poco entusiasta per la Tav, lo stesso Bossi non sembra per nulla esultare alla notizia dell´entrata in funzione della prima trivella. Una freddezza che il Senatur ha mostrato apertamente dai canali della televisione del Carroccio. Alla giornalista di Telepadania che gli ha chiesto se anche il Veneto ha bisogno della Tav come il Piemonte, Bossi ha infatti risposto: “Non so neppure se il Piemonte ha bisogno della Tav. Ha bisogno invece di restare collegato alla Lombardia, ha bisogno di collegamento col sistema imprenditoriale lombardo».

Esposito, che è tra gli organizzatori della manifestazione SìTav di domenica al Lingotto, invia subito la sua «scoperta» alle agenzie, aggiungendo un commento al vetriolo: «Credo che dopo le dichiarazioni di Bossi, Cota farebbe bene a partecipare alla manifestazione bipartisan di domenica: la Lega ci dice che è a favore della Tav, ma forse si sono dimenticati di chiederlo a Bossi che ci spiega che il Piemonte deve diventare una provincia lombarda e che lui predilige il collegamento alta velocità che passa a nord delle Alpi».

Il colpo è pesante e la Lega torinese ci mette qualche quarto d´ora a reagire. Alle 17 arriva la prima, parziale, smentita di TelePadania: «Ciò che riporta l´onorevole Esposito in merito alle dichiarazioni di Bossi è assolutamente inesatto. Non ha mai affermato che il Piemonte dovrebbe diventare una provincia lombarda, ma ha detto che il Piemonte ha bisogno di restare collegato alla Lombardia». Lo staff di Cota intanto ricorda come, solo una settimana fa, proprio il Senatur in un articolo sulla Padania abbia sostenuto con forza la necessità della Tav.

Il danno però è fatto. Bresso coglie l´occasione e attacca su due fronti: «Le parole di Bossi rendono lampante quanto dico da tempo: sono molti gli esponenti della destra, leghisti in particolare, ad essere contrari alla Tav. È evidente, quindi che la mancata partecipazione di Ghigo e Cota, alla manifestazione “Sì Tav” nasconde un fatto, già confermato dal rinvio dei sondaggi prima delle regionali 2005: alla destra non interessa la Tav, non interessa il futuro del Piemonte. Quella dichiarazione poi denuncia la mentalità da colonizzatori con la quale i leghisti vorrebbero rendere il Piemonte succube della Lombardia». Parole che trovano subito il sostegno del presidente della Provincia Antonio Saitta e del segretario regionale Pd Gianfranco Morgando. Cota replica piccato: «Se Bresso è ridotta a fare il taglia-incolla delle interviste di Bossi per nascondere le proprie ambiguità politiche, significa che la nostra linea di chiarezza sulla Tav sta pagando e a lei stanno invece saltando i nervi».

Adesione del CSA della Provincia di Torino

Il CSA della Provincia di Torino concorda con tutte le iniziative a supporto di un’accelerazione e definizione dei lavori atti a realizzare la TAV Torino – Lione, nel rispetto del territorio, dell’ambiente e della salute dei cittadini, con l’obiettivo non secondario di perseguire risultati, in questo grave periodo di crisi, nell’ambito dello sviluppo economico e della crescita occupazionale locale e non solo.

Valuta pertanto positivamente lo svolgimento della manifestazione in programma per il 24 gennaio p.v. al Lingotto di Torino e aderisce all’iniziativa.

Le motivazioni dell’adesione scaturiscono in particolare dalle valutazioni relative alle modalità con cui sino ad oggi gli Enti preposti e gli organismi come l’Osservatorio abbiano sinora garantito e, ci sembra, vogliano in prospettiva garantire le stesse modalità operative, a tutela della salute delle popolazioni e del territorio, perseguendo l’ulteriore, ma non secondario obiettivo, di evitare future gravi e dannose esclusioni da contesti e relazioni internazionali, che rischieremmo di pagare complessivamente come Paese Italia, in un futuro non molto lontano.

Adesione di Legacoop Piemonte

“Il Presidente di Legacoop Piemonte, Giancarlo Gonella, nel manifestare la propria adesione all’iniziativa “SI TAV” di domenica prossima dichiara: La nuova linea ferroviaria Torino-Lione può rilanciare il ruolo strategico del Piemonte nello sviluppo dell’Italia e costituire una grande occasione di lavoro per le imprese cooperative, in particolare dei settori delle costruzioni, del turismo e del commercio.”

Adesione dell’Associazione Nazionale Quadri Industria

L’ANQUI – Associazione Nazionale Quadri Industria – aderisce alla manifestazione “SI – TAV“ che si terrà a Torino domenica 24 gennaio.

È piena convinzione della Associazione che la realizzazione di questa grande infrastruttura sia assolutamente necessaria per favorire lo sviluppo del Piemonte e dell’intero Paese in un contesto della massima salvaguardia possibile dell’impatto ambientale che ne deriva.

La realizzazione di moderne infrastrutture, capaci di collegare efficacemente le aree produttive ed i mercati europei rappresenta, infatti, una condizione indispensabile per assicurare un sufficiente livello di competitività ad un sistema produttivo, come quello del Piemonte, indissolubilmente votato alla esportazione ed alla globalizzazione.

L’ANQUI non ha mai sottovalutato l’importanza del consenso che deve essere ricercato con i territori coinvolti nella realizzazione di queste opere che possono temerne l’impatto ambientale e territoriale e che, nel corso della loro realizzazione, potranno arrecare innegabili disagi ai cittadini.

Tuttavia, nel caso della TAV Torino – Lione, i tre anni di attività dell’Osservatorio, costituito proprio per coinvolgere le istituzioni locali ed i rappresentanti del territorio interessato, hanno consentito di tenere conto delle questioni ambientali e di sicurezza sollevate e di individuare le soluzioni più adeguate modificando, anche sostanzialmente, il progetto originario per offrire, anche alla Val di Susa maggiori opportunità di sviluppo economico.

Si tratta, ora, di passare concretamente alla realizzazione dell’opera recuperando, se possibile, anche i ritardi accumulati.

Di fronte alle residue contestazioni di una esigua minoranza, che stanno assumendo modalità chiaramente inaccettabili, è divenuto indispensabile che la stragrande maggioranza dei cittadini che condivide la necessità si realizzare questa indispensabile infrastruttura espliciti senza ambiguità la propria convinzione.

Per questi motivi l’ANQUI, con la sua adesione alla manifestazione “SI – TAV”, intende aggiungere la voce e l’impegno della categoria dei Quadri e delle alte professionalità dei settori produttivi particolarmente interessati allo sviluppo industriale ed alla competitività globale, a quella delle Istituzioni e delle altre organizzazioni sociali e produttive che intendono impegnarsi per la realizzazione di questa opera strategica.

Ghigo: nessuno del Pdl al convegno dei Sì-Tav

ALESSANDRO MONDO – La Stampa

«Non so neppure se il Piemonte ha bisogno della Tav. So che ha bisogno di restare collegato alla Lombardia, ha bisogno del collegamento con il sistema imprenditoriale lombardo». Parola di Umberto Bossi, intervistato mercoledì da «Telepadania» e prontamente «rilanciato» urbi et orbi dal deputato Pd Stefano Esposito. Le dichiarazioni del Senatùr – impugnate dal centrosinistra, Bresso in testa, per mettere in difficoltà il candidato leghista Roberto Cota – sono benzina sul falò di una campagna elettorale che nel fine settimana avrà uno dei suo momenti più significativi. Domenica è prevista a Lingotto Fiere l’inedita manifestazione «Sì Tav», organizzata da un comitato bipartisan – Chiamparino ed Esposito per il Pd, Giachino e Napoli per il Pdl – ma che ora Pdl e Lega intendono disertare.

Non è un caso se adesso anche la partecipazione di Giachino e Napoli – sottosegretario ai Trasporti il primo, vicepresidente Anci il secondo – è in forse. Nei corridoi del Pdl, che non intende «fare la foglia di fico del Pd sulla Tav», cè chi giudica con insofferenza la loro «disattenzione». «Se non partecipa il partito non dovrà esserci nemmeno il Governo», commenta il senatore Enzo Ghigo. Agostino Ghiglia, An-Pdl: «Chi partecipa lo farà a titolo personale, con le conseguenze che ne deriveranno».

Ma ieri Bossi ha rubato la scena a tutti. E poco importa se la settimana scorsa il Senatùr, in un articolo sulla «Padania», aveva spiegato la sua posizione pro-Tav. Il Pd si è buttato a pesce nel varco insperato.

Nel mirino di Bresso, le contraddizioni del centrodestra e «la mentalità colonizzatrice dei leghisti, che vorrebbero il Piemonte succube della Lombardia». «Finalmente la destra getta la maschera», insorge l’assessore ai Trasporti Borioli. Per Sergio Chiamparino la battuta di Bossi «tradisce il legame conservatore con il territorio, lo stesso che portò Borghezio a protestare con i No Tav, ma anche l’idea che il Piemonte debba finire sotto il cappello della Lombardia». «La carta geografica di Bossi considera il Piemonte una periferia di Milano», rincara Antonio Saitta per la Provincia. «Bossi No Tav? Non ci sorprende – attacca Gianfranco Morgando, segretario regionale Pd -. Da anni i militanti leghisti manifestano sotto le bandiere No Tav».

Da Merlo a Marino, passando per il capogruppo del Pd in Provincia Lubatti, è un coro di recriminazioni accolte dal fuoco di sbarramento di Lega e Pdl. «E’ penoso che Bresso si inventi queste frottole – contrattacca Cota -. Se c’è uno che sta facendo una campagna a tappeto per la Torino-Lione è proprio Bossi. Pensi che è andato a cercarsi tutti i discorsi di Cavour sul Traforo del Frejus per metterli sulla Padania». Eppure ha detto che non sa se il Piemonte ha bisogno della Tav… «Intendeva dire che non è importante lo strumento in sè ma il suo significato più generale di raccordo tra Paesi e territori diversi». Elena Maccanti, segretario cittadino del Carroccio, concentra il tiro su Morgando: «Pensi a Sandro Plano, eletto a grazie ai voti del Pd torinese». Patrizia Borgarello, capogruppo in Provincia, sculaccia metaforicamente Esposito, l’uomo del giorno dopo Bossi: «E’ come un adolescente su You Tube».

Poi Ghigo. Il senatore dapprima resta spiazzato – «Berlusconi è sempre stato favorevole alla Tav. Le parole di Bossi? Chiedete a Cota» -, poi rispedisce al Pd l’accusa di «ambiguità»: «Dalla Tav fino ai valori cattolici ai quali fingono di ispirarsi. Quello di Bresso è un disperato tentativo di confondere gli elettori». Mentre Ghiglia, An-Pdl, rivendica la coerenza mostrata dal centrodestra sulla Torino-Lione.

Bossi contro la Tav: non serve al Piemonte

Repubblica

ROMA – «Non so neppure se il Piemonte ha bisogno della Tav; il Piemonte ha bisogno di restare collegato alla Lombardia, ha bisogno del collegamento con il sistema imprenditoriale lombardo». Umberto Bossi, ai microfoni di Telepadania, commenta così le polemiche sulla Tav. Dichiarazione subito sottolineata dal centrosinistra che ribalta sul centrodestra le accuse di ambiguità sull´alta velocità. «Queste parole – ha spiegato la governatrice del Piemonte, Mercedes Bresso – rendono lampante che sono molti gli esponenti della destra contrari alla Tav. Bossi vuole il Piemonte colonia della Lombardia. Credo sia evidente – ha aggiunto la Bresso – che la mancata partecipazione della destra piemontese alla manifestazione Sì-Tav in programma domenica a Torino nasconde il semplice fatto che alla destra la Tav non interessa».

Bresso: Bossi finalmente fa chiarezza, la Tav alla destra non interessa

Bresso: “Il centrosinistra sarebbe ambiguo e incerto? Il Pd deve prima fare chiarezza e poi, solo allora, la destra si degnerà di partecipare alla manifestazione sì Tav di domenica al Lingotto? Come al solito, come sulle tasse messe da loro e tagliate dal noi, come sulla sanità lasciata dalla destra nel 2005 con un deficit pauroso e risanata da noi portandola a qualità assoluta (davanti alla Lombardia a cui – sempre loro a dirlo – invece loro vorrebbero ispirarsi), come nella difesa della cristianità salvo i giuramenti fatti al dio Po, come in mille altri casi la destra è zeppa di contraddizioni e cerca di mascherarle con aggressioni continue al centrosinistra e a me in vista delle elezioni regionali. Ma le dichiarazioni di Bossi a Telepadania rendono evidente, lampante quanto dico da molto tempo: sono molti gli esponenti della destra, leghisti in particolare, ad essere contrari alla Tav. Credo sia evidente, quindi, che la mancata partecipazione di Ghigo, Cota, Ghiglia e della destra piemontese alla manifestazione si Tav di domenica nasconde semplicemente un fatto, già confermato dal rinvio dei sondaggi prima delle elezioni regionali 2005: alla destra non interessa la Tav, non interessa il futuro del Piemonte e neppure il futuro dell’Italia. Finalmente, è arrivata la confessione, finalmente sono stati smascherati Ghigo, Cota e Napoli, che da giorni cercando di mistificare la realtà. Vengano alla manifestazione si Tav di domenica e forse potranno spiegare di essere in favore dell’opera, malgrado il capo lumbard dica il contrario”.

BORGARELLO,ESPOSITO SU YOUTUBE FUORI DA REALTA’

(ANSA) – TORINO, 21 GEN – ‘Passare giornate su youtube, come evidentemente fa Stefano Esposito, ci pare limitativo del ruolo che dovrebbe ricoprire un parlamentare. Oltretutto fossilizzarsi sul web rischia di far perdere il senso della realta’, e cioe’ che il Pd torinese ha sostenuto e continua a sostenere il presidente della Comunita’ Montana Sandro Plano, noto No-Tav della Valsusa’. Lo dichiara la capogruppo leghista nel consiglio provinciale di Torino, Patrizia Borgarello.
‘E’ inutile – aggiunge – che il Pd continui a sperare di cogliere in fallo la Lega sulla Tav per poi costringerla a partecipare alla manifestazione di domenica al Lingotto, senza che prima Bresso e compagni abbiano fatto passi concreti per togliere ogni dubbio sulla loro contiguita’ coi partiti politici che continuano a strumentalizzare la Valle di Susa’.
‘Buttare fumo negli occhi con polemiche inventate come quelle sul nostro segretario – dice ancora – significa che Bresso e suoi amici hanno una paura matta della Lega e del candidato alla presidenza del Piemonte, Roberto Cota’.
‘Quanto a Esposito – conclude – farebbe meglio a cercare di capire cosa accade nel suo caotico partito, piuttosto che lanciarsi in improbabili esegesi delle parole e del pensiero di Umberto Bossi’. (ANSA).

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FRANCE 2 IN VALSUSA,DA NOI OPERA AMATA DA TUTTI

(ANSA) – SUSA (TORINO), 21 GEN – L’opposizione alla Torino-Lione dei No Tav della Valsusa suscita ’stupore’ tra i francesi. Lo spiega il giornalista transalpino Philippe Visseyrias, incaricato da France 2 di capire perche’ quest’opera, ‘tanto amata’ Oltralpe, sia osteggiata in Italia.

‘I francesi sono davvero stupiti di questo accanimento sull’alta velocita”, racconta Visseyrias dalla Valsusa. ‘Da noi – aggiunge – e’ una infrastruttura molto amata, che ha cambiato la vita a milioni di persone. Io stesso – continua – ne ho beneficiato: prima di diventare corrispondente dall’Italia, infatti, per andare a lavorare a Parigi dovevo percorrere tutti i giorni 250 chilometri e, grazie alla Tav, potevo fare il pendolare’.

In Italia, invece, l’opera non riscuote unanimi consensi.

‘France 2 – spiega il giornalista francese – mi ha inviato qui per cercare di capire dove affondano le radici dei sentimenti di chi non vede di buon occhio la Tav’. Una cosa, ribadisce, che ‘fa stupire, e non poco, i francesi’. (ANSA).

LA LEGA FINALMENTE SVELA IL DOPPIOGIOCO DEL CENTRODESTRA SULLA TAV

Il capogruppo del Partito Democratico Claudio Lubatti venuto a conoscenza delle dichiarazioni del Segretario Nazionale della LegaNord a telepadania sull’inutilità dell’opera TAV ha dichiarato “Finalmente la Lega ha svelato il doppiogioco del centrodestra sulla questione TAV: prima la mancata sottoscrizione del documento di adesione all’iniziativa del 24 gennaio da portare al voto in consiglio provinciale, poi le dichiarazioni di oggi finalmente rendono chiare le contradizioni del centrodestra” ed ha aggiunto “Ora la questione si sposta sul tavolo del candidato Cota che non perde occasione per bacchettare Mercedes Bresso in temi di coerenza addirittura tentando di dettare condizioni”. In conclusione: “Il gruppo del Partito Democratico parteciperà convintamente all’inziativa, ed auspica un’inversione di rotta da parte dei consiglieri provinciali del centrodestra affinchè si possa aderire all’unanimità confermando un sostegno pieno e forte all’iniziativa del 24 gennaio

Claudio LUBATTI

Capogruppo PD Provincia di Torino

IL 24 LA DESTRA E LA LEGA  SI GIOCANO LE REGIONALI

“La confusione – accompagnata dalla speculazione politico ed elettorale – creata prima da alcuni settori del centro destra piemontese e poi dalla Lega attraverso il suo massimo leader attorno alla realizzazione della Torino-Lione possono essere cancellati solo attraverso la partecipazione convinta ala manifestazione di domenica prossima al Lingotto.

Se così non sarà, i piemontesi penseranno una cosa sola: e cioè, parti del centro destra e la Lega credono nelle grandi infrastrutture solo a parole e restano diffidenti quando si passa ai fatti”.

BOSSI NO TAV? NON CI SORPRENDE.  ORA COTA SI OCCUPI DELLE CONTRADDIZIONI  DELLA SUA COALIZIONE

“Le parole di Bossi sulla TAV non ci sorprendono: sono anni che in valle di Susa i militanti leghisti manifestano sotto le bandiere No Tav. E’ ora che i tre tenori della destra, Cota, Ghigo e Ghiglia, la smettano di intonare quotidianamente la cantilena che accusa il PD di ambiguità e comincino ad occuparsi delle contraddizioni che albergano nella loro coalizione.

Una coalizione che nasconde al suo interno sentimenti contrari alla TAV ed è questo, probabilmente, il vero motivo per cui la Lega e una parte del Pdl non hanno voluto aderire alla manifestazione del Lingotto. Di questo Cota dovrebbe parlare, così come della sua alleanza con ‘La Destra’. Pdl e Lega vogliono portare al governo del Piemonte la galassia nera, quella destra fascista e intollerante che ad Alessandria vuole perfino intitolare una via ad Almirante.

Da questi il PD non accetta lezioni di coerenza.

L’iniziativa del 24 gennaio, pertanto, diventa la cartina al tornasole che dimostrerà la coerenza della posizione di ciascun partito sulla Torino-Lione”.

Gianfranco MORGANDO

Segretario Regionale PD Piemonte

Adesione di APPC Associazione Piccoli Proprietari di Case

Ribadito il carattere apartitico della nostra Associazione ed al di fuori di qualsiasi ottica o tattica elettorale, aderiamo alla manifestazione del 24 gennaio 2010 a sostegno della TAV Torino-Lione, da realizzarsi senza ulteriori dilazioni e nel rispetto dell’ambiente, cogliendo altresì l’occasione per valorizzare il territorio, come avviene in Francia.

Riteniamo tale opera essenziale per evitare l’isolamento delle nostre Regioni e, di riflesso, dell’Italia intera dal resto dell’Europa, cosa che inevitabilmente condurrebbe alla decadenza economica del nostro Paese, purtroppo già in atto per altri motivi, quali la delocalizzazione industriale.

Ciò comporterebbe altresì lo svilimento del valore degli immobili, in cui migliaia di cittadini operosi hanno investito i risparmi di una vita e da cui lo Stato e gli Enti locali traggono continuamente linfa vitale per le loro casse.

Cosa che affatto non interessa a chi occupa le case abusivamente.

CONFCOMMERCIO PIEMONTE: ADESIONE ALL’INIZIATIVA SI-TAV

Confcommercio Piemonte, in rappresentanza delle imprese del settore terziario (commercio, turismo, servizi, trasporti) associate, esprime la propria adesione all’iniziativa SI-TAV in programma a Torino il prossimo 24 gennaio.

La gravità della crisi in atto, insieme alle difficoltà strutturali proprie dell’economia nazionale e piemontese, impongono alle istituzioni di qualsiasi livello, alle forze politiche e sociali e, più in generale, a tutti i cittadini, una piena assunzione di responsabilità in ordine all’adozione di scelte che consentano alla nostra Regione di migliorare la propria centralità nei sistemi di collegamento internazionali, insieme a garantire prospettive realistiche di sviluppo economico e sociale a beneficio dell’intero Paese.

GHIGLIA (PDL) : TAV, AD ALIMENTARE LE TENSIONI NON SONO LE FORZE DELL’ORDINE. O PD CACELLA LE AMBIGUITA’ O AGNOLETTO E BRESSO

Le parole dell’ex deputato Agnoletto sono la dimostrazione dell’irresponsabilità della sinistra no-TAV. Ad alimentare le tensioni in Val Susa non sono certo le Forze dell’Ordine, a cui va il nostro plauso e la nostra vicinanza, che stanno garantendo il regolare proseguimento dei lavori vicinanza plauso ma chi estremizza il proprio dissenso facendolo sfociare in forme violente di protesta. Chi fa un danno alla valle sono i manifestanti no-TAV che creano disagi cercando di impedire i sondaggi e bloccando la circolazione. Protestare è legittimo ma nelle forme adeguate e rispettose della legge, non quindi con manifestazioni e cortei non autorizzati.

La Presidente Bresso anziché sminuire quanto sta avvenendo in queste ore bollando le azioni violente dei no-TAV come delle scaramucce dovrebbe prendere le distanze dalla sinistra radicale, cancellando ogni tipo di ambiguità. C’è solo un modo per farlo: isolare i no-TAV, commissariare la Comunità montana, mettere in minoranza Sandro Plano, non chiudere alcun accordo tecnico con la sinistra radicale.

Altrimenti, Agnoletto e la Bresso saranno due facce della stessa medaglia.

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