Opere entrambe urgenti, ma ci sono le elezioni

STEFANO PAROLA – Repubblica

QUANDO Paolo Balistreri ha saputo della frase di Scajola («il terzo valico è prioritario rispetto ad altre opere come la Torino-Lione») ha fatto un balzo sulla sedia. Il direttore di Confindustria Piemonte, nonché coordinatore tecnico dell’associazione Transpadana, si è subito messo in contatto con l’entourage della sua presidente nazionale, Emma Marcegaglia. Forse la telefonata ha avuto i suoi effetti o forse il ministro dello Sviluppo economico ha fatto tutto da solo, fatto sta che qualche ora dopo Scajola ha fatto una parziale marcia indietro. Lasciando comunque perplessi gli industriali Piemontesi.

Segretario Balistreri, perché la Torino-Lione e il terzo valico non possono essere messi sullo stesso livello? «L’Unione europea ha portato i paesi a condividere una rete di infrastrutture in cui figurano sia il corridoio 5, che passa attraverso Lione e Torino, che il corridoio 24, tra Genova e Rotterdam. Sono entrambe opere importanti, ma su Torino-Lione ci sono dei passi in più che sono già stati fatti». Quali? «Sono stati presi degli accordi italo-francesi nel 2001, poi aggiornati nel 2004 e che verranno rivisti il prossimo aprile. La Francia ha già speso 450 milioni di euro per costruire le tre discenderie, ha il consenso della popolazionee ha un disegno progettuale ben chiaro. E anche qui in Italia abbiamo portato a casa l’avvio dei sondaggi e la consegna di un primo progetto. Si è messo in moto un meccanismo che ormai è irreversibile». E per il terzo valico? «Al momento sono stati stanziati 500 milioni di euro su 5 miliardi. È vero, c’è anche quell’opera, ma non credo che il sistema possa accettare un rallentamento sulla Torino-Lione. Anche perché i francesi ci chiederebbero i danni, così come farebbero i tedeschi, gli spagnoli, i danesi e tutti gli europei che danno contributi per realizzare il corridoio 5».

Ma tecnicamente che differenza c’è tra i due interventi? «Sono cose completamente diverse. La direttrice padana serve a collegare i mercati dell’Est con la parte più produttiva dell’Europa.

Il terzo valico è più che altro l’attrezzaggio di una serie di linee già esistenti». Allora come si spiega l’uscita di Scajola? «Credo sia frutto di un po’ di entusiasmo scatenato dall’inizio dei lavori per il nodo di Genova. Ma è opportuno che anche a livello nazionale vengano stabilite delle priorità». La sensazione è che il ministro si sia fatto trascinare dal clima pre-elettorale che c’è nella “sua” Liguria. Lei cosa ne pensa? «Se così fosse raccomandiamo la politica di non usare le scadenze elettorali per mettere in dubbio priorità di questo tipo. Come chiediamo al Pd di fare quadrato rispetto alla sinistra radicale, così chiediamo al Pdl di fare uno sforzo per vedere l’opera nella sua giusta dimensione. Comunque siamo sempre più sbalorditi da come in tutte le occasioni elettorali diventino terreno di scontro priorità che non dovrebbero essere in discussione».

Duecento nuove adesioni per l´iniziativa al Lingotto

Sara Strippoli – Repubblica

Sono duecento le adesioni arrivate finora via mail sul sito www.sitavtorino.net; 400 iscrizioni al gruppo aperto su facebook per promuovere la manifestazione bipartisan in programma nella sala Gialla del Lingotto il 24 gennaio. E nei prossimi giorni partirà la campagna di promozione. Fra i nomi della politica che si sono iscritti ieri il presidente del Consiglio regionale Davide Gariglio e il presidente della Provincia Antonio Saitta. Anche l’Upi, l’Unione delle province italiane ha annunciato la sua adesione. Per i radicali sarà sicuramente presente in Sala Gialla Silvio Viale ed è di ieri il comunicato degli onorevoli Pd Lucà, Lonelli e Fiorio. Nella lista c´è anche Domenica Portas, leader dei Moderati. Nel centrodestra il vicepresidente del Consiglio comunale Michele Coppola, che prima della conversione dei suoi aveva annunciato di voler esserci. Hanno detto che ci saranno Transpadana e Confindustria e anche l’Ance, l´Associazione nazionale dei costruttori edili.