Partito Democratico: ora è Si-Tav

Buongiorno Piemonte, oggi i grandi dirigenti dicono sì alla Tav, sì alla realizzazione della linea veloce tra Torino e Lione. Siete un po’ confusi? Anche noi. Mentre i francesi stanno perforando da tempo nel loro versante, i vertici piemontesi del Partito Democratico hanno deciso solo negli ultimi giorni di appoggiare il traforo transalpino, finora osteggiato anche da molti sindaci della Val di Susa dello stesso schieramento. Un cambio di rotta. Infatti, dopo anni di sì e no gridati, anche in piazza, è proprio il Pd alla testa dei Sì-Tav, con il suo sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, che con un patto solenne e un simbolo politicamente autonomo, anche se molto somigliante a quello del Partito Democratico, ha deciso che domenica prossima i Sì-Tav si consacreranno a movimento. La manifestazione d’inaugurazione è stata promossa anche da Stefano Esposito e Giorgio Merlo del Partito Democratico, da Osvaldo Napoli e Walter Zanetta del Popolo della Libertà oltre che dal sottosegretario ai trasporti Mino Giachino, e si terrà il 24 gennaio nella sala gialla della prestigiosa sede del Lingotto. «Abbiamo deciso di dotarci di un simbolo e soprattutto di un patto», dice il deputato Pd Stefano Esposito, «che lanceremo al Lingotto con tutti quelli che ci saranno e che riconosceranno che la Tav è un’opera necessaria per il futuro del Piemonte e dell’Italia, politicamente neutra. Quindi chi lo sottoscrive si impegnerà, che faccia parte della maggioranza o dell’opposizione, a spingere e mai a ostacolare la sua realizzazione». Un movimento al quale hanno aderito già 1300 persone, l’unione industriali, sindacati, 100 imprenditori della Valsusa, la Fismec, la Cna associazione artigiani. Politicamente, a parte rifondazione comunista e le altre sigle dell’estrema sinistra che puntano sui No Tav, ai Sì Tav hanno aderito il Pd, l’Udc, l’Api e l’Idv. Rimangono fuori il Popolo della Libertà e Lega Nord, anche se parte del Pdl teme di perdere in questo modo il merito di questa Torino-Lione così europea.

In realtà, le proteste in Val Di Susa non hanno conosciuto ancora un attimo di pausa. Solo ieri, 200 esponenti No-Tav, alle 6 del mattino, si sono diretti in massa lungo la strada statale 27 in direzione Sitaf, la concessionaria dell’autostrada A32 e del traforo del Frejus. L’obbiettivo era quello di bloccare i lavori iniziati con l’arrivo di una trivella per il controllo tecnico del territorio e per la ricerca di eventuali risorse minerarie.

Intanto gli organizzatori dichiarano: «Dire sì alla Tav oggi significa ribadire un impegno programmatico che registra una adesione politica ed istituzionale trasversale che è decisiva per lo sviluppo economico e produttivo del Piemonte e di tutto il Nord Ovest del nostro paese. E dire sì oggi alla realizzazione della Torino-Lione significa anche accettare la sfida del futuro che non può essere frenato da spirito conservatore e pregiudiziali ideologiche».

L’impressione è che il movimento No-Tav non si fermerà di fronte a questa nuova presa di posizione del partito di centro sinistra. Staremo a vedere.

Via Style.it

Mercedes risponde all’allarme del sindaco la sinistra non avrà posti in giunta

BEPPE MINELLO, MAURIZIO TROPEANO – La Stampa
«Anche con Rifondazione in giunta la Regione ha senza indugio preso decisioni per realizzare la Tav a differenza del centrodestra che nel 2005 fu ben contento di rinviare i sondaggi per timore del voto regionale». Fatta questa premessa la presidente Mercedes Bresso lascia la porta aperta ad un eventuale accordo tattico con la Federazione della Sinistra. E lo fa anche il segretario regionale, Gianfranco Morgando. Una risposta corale dopo l’avviso ai naviganti lanciato dal sindaco Sergio Chiamparino, che aveva sollevato dubbi sull’opportunità di siglare intese con chi, come il leader di Prc, Paolo Ferrero, ha sempre fatto ostruzionismo contro la Tav anche quando era nel governo Prodi. Morgando sottolinea come «una delle cause della rottura con la sinistra e la scelta di non fare accordi di governo è stata proprio la radicale differenza di vedute sulla Torino-Lione». Prc e Pdci, dunque, non avranno posti in giunta e non faranno parte della maggioranza ma la «zarina» mette in evidenza come sul fronte opposto ci sia «una coalizione fortemente sbilanciata con la Lega Nord e La Destra che esprimono posizioni estremiste». E aggiunge: «Non capisco quale sia il problema nel discutere un’ipotesi tecnica con una forza con la quale stiamo governando con profitto e dalla quale ci dividono alcune idee e non un abisso». Del resto «sulla Tav siamo andati avanti senza il loro dissenso». Bresso si riferisce alla richiesta di ritorno della Tav all’interno della Legge Obiettivo, al via libera al piano dei sondaggi, attualmente in corso, al piano per il trasporto ferroviario locale. Dunque, per la «zarina» non ci sono dubbi «sul nostro sì alla Tav». Nessun imbarazzo nel firmare quel Patto che dovrebbe essere sottoscritto domenica nel corso della manifestazione organizzata in modo bipartisan da Chiamparino, dal sottosegretario ai Trasporti, Mino Giacchino, e dai parlamentari Esposito, Merlo, Napoli e Zanetta. Anche la Sinistra, però, conferma la sua contrarietà: «Fa bene Chiamparino a  reoccuparsi ma farebbe meglio a fare i conti con il No dei sindaci e degli amministratori Pd». Ecco perché Roberto Cota, candidato alle regionali per il centrodestra, ha buon gioco ad attaccare: «La nostra posizione è limpida ed è il Pd a dover far chiarezza sulle alleanze e al proprio interno». All’interno del Pd, comunque, si sta arrivando alla resa dei conti con i «ribelli» della Valsusa. Morgando ha incontrato i componenti della commissione di garanzia regionale e il segretario provinciale, Gioacchino Cuntrò, è salito a Sant’Antonino per una riunione con i segretari di circolo. Due gli obiettivi: creare un coordinamento territoriale senza gli amministratori e strappare la loro adesione alla manifestazione Pro Tav. Adesione che è arrivata ieri sera da parte del Consiglio comunale dove è stato votato un ordine del giorno presentato dal capogruppo del Pd, Andrea Giorgis, dai Moderati e Italia dei valori. La maggioranza di centrosinistra l’ha votato ma non è riuscita a portarsi appresso il sì di Sinistra e Libertà che non ha votato le due righe di adesione alla manifestazione. Mentre Gallo (Nuova sinistra) non ha partecipato al voto così come An-Pdl e FI-Pdl perché non è stato accolto il loro emendamento che pretendeva «chiarezza, cioè che la Bresso non faccia accordi di nessun genere con le forze politiche ostili alla Tav». La Lega ha tagliato corto e votato «no, perché domenica sarà solo una passeggiata elettorale, noi i documenti di sostegno alla Tav li abbiamo già sottoscritti in tempi non sospetti».

Sala Rossa, il centrodestra si defila e fa apprezzamenti postumi a Prodi

Diego Longhin – Repubblica

Il centrodestra si sfila e l´ordine del giorno per aderire alla manifestazione «Sì Tav» di domenica prossima passa con i soli voti della maggioranza. Non solo. Pdl e Lega, che hanno detto «no» al documento del Pd, hanno portato in aula vecchi ordini del giorno, presentati tra il 2007 e il 2008, anacronistici. Tanto che la Sala Rossa è arrivata a votare «apprezzamenti al governo Prodi» per il lavoro fatto sulla Torino-Lione. Un riconoscimento postumo a cui i Democratici non hanno fatto mancare il loro consenso. Così i documenti di Pdl e Lega sono passati anche con i voti favorevoli del Pd, raggiungendo quota 29, otto voti in più di quanti incassati dall´ordine del giorno del Pd.

La cortesia non è stata ricambiata dai consiglieri del centrodestra che hanno preferito dire di «no» e mettere in evidenza le contraddizioni della maggioranza. Voto contrario, scontato, anche da parte di Rifondazione, mentre Sinistra Democratica ha detto «sì» al valore strategico dell´opera e ai carotaggi, ma sulla partecipazione al manifestazione del Lingotto ha preferito astenersi. Contrario, invece, Domenico Gallo (Nuova Sinistra) perché non si può organizzare un appuntamento comune con partiti che «in sette anni non hanno fatto nulla se non mandare la polizia contro la popolazione».

Sì Tav, mille adesioni e tanti dubbi

SARA STRIPPOLI – Repubblica

Domenica sarà sottoscritto un patto pubblico per garantire un percorso neutro sulla Tav al di là di chi vincerà le elezioni regionali. Lo chiedono i promotori dell´iniziativa bipartisan («non sarà un esercizio muscolare, una marcia dei 40mila») in programma domenica al Lingotto. Ma il centrodestra si sfila, sconfessa Napoli, Giachino e Zanetta (ieri assenti giustificati alla presentazione) e a Sergio Chiamparino e ai parlamentari Esposito e Merlo che annunciano le mille adesioni già arrivate, risponde picche. Durante la conferenza stampa del mattino la presenza di Enzo Ghigo viene data per certa («ci ha anche chiesto di intervenire in Sala gialla»), ma nel pomeriggio il coordinatore regionale del Pdl ribadisce che restano ferme le condizioni della scorsa settimana: «Prendo atto della richiesta del sindaco Chiamparino a Bresso perché prenda le distanze dalla sinistra. Un primo segnale che deve essere confermato dai fatti. Solo così ci saremo».

«Sceglieremo con la coalizione la strada da seguire» replica però Mercedes Bresso, lasciando dunque aperto uno spiraglio per la sinistra, una posizione destinata a riaccendere il dibattito all´interno del Pd. La presidente rifiuta i diktat di Ghigo e Cota e manda un messaggio anche al sindaco Chiamparino, che in ogni occasione manifesta il suo scetticismo nei confronti di un accordo anche solo tecnico con la federazione della sinistra. «La Federazione – chiarisce Bresso – non farà parte della coalizione di governo come abbiamo stabilito e comunicato ufficialmente. Non capisco tuttavia quale sia il problema nel discutere un´ipotesi tecnica con una forza insieme alla quale stiamo governando con profitto e dalla quale ci dividono alcune idee, ma non certo un abisso».

I parlamentari Pdl Napoli e Zanetta («Per ora non parlo», il commento criptico del sottosegretario Giachino) rischiano dunque di restare soli a rappresentare il centrodestra alla manifestazione di domenica (ha aderito il vicepresidente del Consiglio comunale Michele Coppola). Anche il candidato del Carroccio Roberto Cota conferma il suo no: «Il Pd faccia chiarezza». Un´altra defezione, questa volta nel centrosinistra, potrebbe arrivare dall´Italia dei valori. Dopo il caso Vattimo, presente al corteo No Tav di sabato scorso, il coordinatore regionale di Idv Andrea Buquicchio annuncia che oggi sarà a Roma per discutere con Di Pietro: «Non ci convince il metodo scelto per questa manifestazione – dice – siamo sicuramente favorevoli alla Torino-Lione, ma non vogliamo passare sulla testa delle popolazioni della Val di Susa». E mentre continuano ad arrivare le adesioni dal mondo imprenditoriale e dell´industria, qualche sfilacciamento arriva anche in casa Pd. Ieri, ad annunciare la sua intenzione di non partecipare all´iniziativa Sì Tav è stato il consigliere regionale Rocco Larizza.

Continua intanto la missione del Pd in valle di Susa per ricomporre un quadro coerente con la linea del partito. Il segretario provinciale del Pd Gioachino Cuntrò ieri sera ha incontrato a Sant´Antonino tutti i circoli del Pd di valle per invitarli a partecipare alla manifestazione di domenica. Nascerà anche un coordinamento dei circoli di valle che dovrebbe permettere di contarsi e di fare chiarezza. Stefano Esposito ribadisce la necessità di un commissariamento e a breve dovrebbe arrivare anche la sentenza della commissione di garanzia, chiamata ad esprimersi sull´eventuale sospensione di Sandro Plano e degli altri ribelli del Pd valsusino.