Due pullman di gente della Valsusa “Com´è dura stare dalla parte del sì”

SARA STRIPPOLI – Repubblica

«Sono qui perché io non sputo nel piatto in cui mangio come fanno altri». Simona Benenti è una giovane mamma. Ha la bandiera bianca in mano, abita a Bruzolo, porta un maglione giallo-arancio che rimanda un´immagine quasi fotocopia di quella di molte ragazze che sabato hanno sfilato al corteo di Susa. Anche il piglio è il medesimo di quello di tanti valsusini che appoggiano le ragioni dell´anti-alta velocità. La guardi e immagini che faccia parte di una delegazione del movimento inviata in missione dalla valle per portare alla manifestazione di Chiamparino e del Pd le ragioni di chi è contrario. Ma quando la bandiera sventola si vede che la scritta questa volta è Sì Tav e lei oggi è in un angolo della sala gialla a rappresentare la versione di chi crede che la Torino-Lione sia un´occasione da non perdere per far aumentare l´occupazione. «Ho lavorato in un cantiere e mio marito è capocantiere. Sappiamo bene cosa significano la crisi, i licenziamenti, la paura del futuro». Simona è arrivata al Lingotto in pullman. Dalla valle di Susa ne sono arrivati due, una delegazione di cento persone distribuite nelle prime file della sala gialla. Simona invece è in piedi con altri quattro Sì Tav. Un ruolo da antagonisti, immagine del tutto speculare a quella dei molti dei comitati che sfilano in Val di Susa. Parla di un clima che non le piace. Dice che i suoi due bambini vengono catechizzati anche a scuola: «è incredibile, noi genitori spieghiamo alcune cose e poi a scuola gli raccontano che l´alta velocità non si deve fare, che la Torino-Lione non serve. Ricevono due messaggi diversi e tornano a casa No-Tav, un´assurdità che non riusciamo a contrastare».

Accanto a Simona tiene la bandiera Salvatore Federico è di Mattie, velocissimo a contrapporre il suo vessillo agli sberleffi dei ragazzi dell´Onda che ad inizio convegno irrompono irriverenti. «La mia bandiera Sì Tav in valle di Susa non posso metterla sul balcone. Se lo facessi riceverei insulti e minacce. Da noi non si può essere favorevoli all´alta velocità, secondo loro dovremmo nasconderci, la visibilità e la scena deve essere soltanto loro perché così possono dire che in Valle di Susa sono tutti contrari alla Torino-Lione. Sarebbe questa la democrazia che c´è in questo Paese, questa la democrazia di cui parlano i sindaci che vanno alle manifestazioni?». Sull´incendio al presidio di Borgone il commento è secco: «Si vede che qualcuno sta cominciando a stufarsi», replica dura Simona. Salvatore Cudazzo è di Condove e fa l´autista. Batte la mani entusiasta a Chiamparino, ma dice di votare per il centrodestra. «Per me non cambia nulla, ma voto Berlusconi. Solo vorrei che qualcuno si convincesse che in valle abbiamo bisogno di lavorare, se a fine mese non ci sono i soldi non sono i signori della politica che possono farceli avere. Se però parte un grosso cantiere in valle, allora i posti di lavoro ci saranno ed è questo quello che conta per noi».

Siamo un gruppo di calabresi, interviene Vincenzo Mannone, operaio: «Il problema è che ci dicono che siamo calabresi e mafiosi. Ormai siamo abituati. Non capiscono che qualcuno ha bisogno di lavorare perché deve mettere qualcosa nel piatto ogni giorno. E chissenefrega dei partiti».

Tav, Marchionne dalla parte del Sì

Sara Strippoli – Repubblica

Sull´incontro di domani al Lingotto dei “Sì Tav” manda il suo messaggio Sergio Marchionne: «La Torino-Lione è cruciale, da fare il più in fretta possibile. La Fiat lo ripete da sempre, da quando, vent´anni fa, Umberto Agnelli si spese in prima persona, assumendo la presidenza del primo comitato promotore». In parallelo, del Pdl e dello spirito bipartisan resta solo il fantasma, e gli organizzatori del Pd lasceranno deliberatamente vuote le sedie dei vecchi amici-avversari con i cartelli dei nomi in bella vista: Napoli, Zanetta, Giachino. I promotori del centrodestra hanno obbedito al diktat del partito e non ci saranno. Mentre oggi alle 14 sfila il movimento dei contrari all´opera, dalla comunità montana Sandro Plano lancia accuse sulla irregolarità dei sondaggi a Chiusa San Michele e il segretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero annuncia la sua presenza a Susa. Invece domani in Sala gialla sarà presente anche il presidente onorario di Exor Gianluigi Gabetti. Sergio Chiamparino liquida con una battuta l´assenza del Pdl: «Ci auguriamo la più ampia partecipazione, ma ognuno si assume le sue responsabilità». Poi ribadisce che il convegno del Lingotto «serve a chiarire che chiunque vincerà le elezioni si impegnerà a realizzare la Torino-Lione». Di ora in ora le adesioni crescono. Annuncia la sua partecipazione il sindacato di centrodestra Ugl e si conferma l´arrivo del responsabile infrastrutture del Pd nazionale Matteo Mauri. Il ministro degli esteri Franco Frattini, ieri a Torino, ha detto che la Torino-Lione è un progetto «di cui dovremo parlare solo per attuarlo, non certo per metterlo in discussione». Fra i perplessi, 22 imprenditori della Provincia di Torino che polemizzano sulla presenza annunciata dal presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello: «Crediamo che la sua debba essere una posizione espressa a titolo personale». E in casa Pd, lo scettico della Torino-Lione Roberto Della Seta scatena le reazioni dei promotori Chiamparino-Esposito e Merlo.

Ancora battibecchi fra Mercedes Bresso e lo sfidante del Carroccio Roberto Cota. «Il Pdl si fa ricattare dalla Lega che ha dimostrato di essere contraria alla Tav» attacca Bresso , commentando la decisione del Pdl di non partecipare. Replica l´avversario: «Questo approccio negativo di Bresso che cerca fantasmi da colpire è lo stesso che ha relegato il Piemonte in posizione subalterna ed isolata rispetto all´Europa». Il leader della Lega Nord Umberto Bossi ieri ha corretto il tiro: «Certo che sono favorevole all´alta velocità».