LE PAROLE DI SCAJOLA DIMOSTRANO CHE AL GOVERNO E ALLA DESTRA LA TAV NON INTERESSA

“Dopo le parole con le quali il Ministro Bossi esprimeva dubbi circa l’utilità della TAV per il Piemonte, inutilmente smentite da Roberto Cota, oggi è giunta una chiara conferma circa la volontà del Governo Berlusconi di non impegnarsi seriamente per la realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione.

Il Ministro Scajola, nascondendosi dietro l’alibi della scarsità di risorse, ha affermato chiaramente che la TAV non è da considerarsi prioritaria ed è sacrificabile rispetto al Terzo Valico. Ora i piemontesi e le associazioni di categoria, che da anni sostengono che la TAV è strategica per la nostra Regione, sanno con certezza che il Governo di centrodestra non è realmente interessato a realizzarla, dimenticando gli impegni presi a livello internazionale.

Come PD riteniamo che sia la Torino-Lione sia il Terzo Valico sono opere infrastrutturali fondamentali per il futuro dell’economia piemontese e che non si può metterli in contrapposizione o stilare scale di priorità: ci interessa sapere l’opinione di Roberto Cota su questo punto.

Nei prossimi giorni presenteremo un’Interrogazione urgente al Ministro Matteoli affinché il Governo chiarisca le proprie intenzioni”.

On. Giorgio MERLO

On. Stefano ESPOSITO

Deputati PD Piemonte

Tav, il popolo dice sì

Stefano Esposito e Giorgio Merlo – Europa

La Val di Susa non è il pianeta Pandora e i No Tav nulla hanno a che fare con i Na’vi. Nessuna lotta tra bene e male. Ad opporsi all’apertura dei cantieri è una minoranza rumorosa, formata da alcuni valligiani perbene preoccupati dell’impatto ambientale della Tav e da professionisti dell’antagonismo, il cui obiettivo è quello di tenere in ostaggio la volontà della maggioranza e lo sviluppo del Piemonte.

Perché questa è la posta in gioco in Val di Susa: scegliere tra un destino di declino e marginalizzazione (il Piemonte come capolinea periferico del Nord Ovest) oppure fare della nostra regione la piattaforma logistica del Nord Ovest, collegata con i grandi flussi internazionali, producendo valore e opportunità produttive, rilanciando il ruolo degli interporti (in particolare quello di Orbassano), garantendo l’ammodernamento e la rifunzionalizzazione del sistema ferroviario locale, ridefinendo le vocazioni dei territori intermedi.

Come ha ben scritto Franco Migliorini su Limes, «fallire questa occasione vorrebbe dire condannare l’Italia a essere solo il terminal meridionale della nuova rete logistica centroeuropea, saldamente radicata sulla Germania e sui porti del Nord Europa, dove risiedono tutti i centri decisionali dei maggiori operatori».

Da questa consapevolezza è nata Sì Tav, la manifestazione bipartisan che si svolgerà domenica 24 gennaio al Lingotto Fiere di Torino e che coinvolge partiti politici, sindacati, associazioni di categoria, amministratori locali e semplici cittadini.

L’iniziativa del Lingotto assume un significato molto particolare per il Pd, spesso accusato dalla destra di ambiguità e contraddizione, a causa della sciagurata scelta fatta da alcuni amministratori della Valle che hanno stretto un’alleanza elettorale con le liste No Tav. Accuse ingiuste, perché il Pd del Piemonte in più occasioni ha esplicitato la propria posizione favorevole alla realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino- Lione (sottoscrivendo anche la dichiarazione comune elaborata da Confindustria Piemonte e comitato Transpadana).

Anche il segretario Pierluigi Bersani (che ha spiegato agli amministratori dissenzienti che loro parlano solo a titolo personale e non a nome del partito), ha sostenuto il lavoro dell’Osservatorio, della regione e della provincia che in questi cinque anni sono riusciti a coinvolgere le popolazioni locali nel nome del dialogo e del confronto. Ora si è esaurito il tempo della contrapposizione fine a se stessa. Ulteriori ritardi non sono ammissibili, perché il rischio è quello di perdere i finanziamenti europei. Se ciò dovesse accadere non basterebbero le esibizioni isteriche di Beppe Grillo e i presidi promossi dai reduci dell’anarco-insurrezionalismo a ripagare il Piemonte, l’Italia e le future generazioni dell’immane danno arrecato (per informazioni vedere www.sitavtorino.net).

Partito Democratico: ora è Si-Tav

Buongiorno Piemonte, oggi i grandi dirigenti dicono sì alla Tav, sì alla realizzazione della linea veloce tra Torino e Lione. Siete un po’ confusi? Anche noi. Mentre i francesi stanno perforando da tempo nel loro versante, i vertici piemontesi del Partito Democratico hanno deciso solo negli ultimi giorni di appoggiare il traforo transalpino, finora osteggiato anche da molti sindaci della Val di Susa dello stesso schieramento. Un cambio di rotta. Infatti, dopo anni di sì e no gridati, anche in piazza, è proprio il Pd alla testa dei Sì-Tav, con il suo sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, che con un patto solenne e un simbolo politicamente autonomo, anche se molto somigliante a quello del Partito Democratico, ha deciso che domenica prossima i Sì-Tav si consacreranno a movimento. La manifestazione d’inaugurazione è stata promossa anche da Stefano Esposito e Giorgio Merlo del Partito Democratico, da Osvaldo Napoli e Walter Zanetta del Popolo della Libertà oltre che dal sottosegretario ai trasporti Mino Giachino, e si terrà il 24 gennaio nella sala gialla della prestigiosa sede del Lingotto. «Abbiamo deciso di dotarci di un simbolo e soprattutto di un patto», dice il deputato Pd Stefano Esposito, «che lanceremo al Lingotto con tutti quelli che ci saranno e che riconosceranno che la Tav è un’opera necessaria per il futuro del Piemonte e dell’Italia, politicamente neutra. Quindi chi lo sottoscrive si impegnerà, che faccia parte della maggioranza o dell’opposizione, a spingere e mai a ostacolare la sua realizzazione». Un movimento al quale hanno aderito già 1300 persone, l’unione industriali, sindacati, 100 imprenditori della Valsusa, la Fismec, la Cna associazione artigiani. Politicamente, a parte rifondazione comunista e le altre sigle dell’estrema sinistra che puntano sui No Tav, ai Sì Tav hanno aderito il Pd, l’Udc, l’Api e l’Idv. Rimangono fuori il Popolo della Libertà e Lega Nord, anche se parte del Pdl teme di perdere in questo modo il merito di questa Torino-Lione così europea.

In realtà, le proteste in Val Di Susa non hanno conosciuto ancora un attimo di pausa. Solo ieri, 200 esponenti No-Tav, alle 6 del mattino, si sono diretti in massa lungo la strada statale 27 in direzione Sitaf, la concessionaria dell’autostrada A32 e del traforo del Frejus. L’obbiettivo era quello di bloccare i lavori iniziati con l’arrivo di una trivella per il controllo tecnico del territorio e per la ricerca di eventuali risorse minerarie.

Intanto gli organizzatori dichiarano: «Dire sì alla Tav oggi significa ribadire un impegno programmatico che registra una adesione politica ed istituzionale trasversale che è decisiva per lo sviluppo economico e produttivo del Piemonte e di tutto il Nord Ovest del nostro paese. E dire sì oggi alla realizzazione della Torino-Lione significa anche accettare la sfida del futuro che non può essere frenato da spirito conservatore e pregiudiziali ideologiche».

L’impressione è che il movimento No-Tav non si fermerà di fronte a questa nuova presa di posizione del partito di centro sinistra. Staremo a vedere.

Via Style.it

BASTA CON LE POLEMICHE. ORA SERVE UNA FORTE UNITA’

“La presenza del Presidente della Provincia Antonio Saitta e dell’Assessore regionale Daniele Borioli al mercato di Susa per informare la popolazione della valle sullo svolgimento dei sondaggi, conferma che il clima attorno alla Torino-Lione sta lentamente cambiando. Invitiamo, di conseguenza, gli amministratori eletti a tutti i livelli ad accompagnare il camper informativo della Provincia di Torino.

Pur nel rispetto del legittimo dissenso di settori minoritari della valle verso un’opera necessaria ed indispensabile per lo sviluppo del Piemonte e di tutto il nord ovest – con l’aperta condanna, comunque, di tutti gli atti tesi a creare danno ai cittadini, come il blocco dell’autostrada -, si tratta adesso di procedere con speditezza nel rispetto delle scadenze per la realizzazione della Torino-Lione. E l’iniziativa bipartisan del 24 gennaio al Lingotto di Torino è l’occasione decisiva per chiudere definitivamente le polemiche attorno alla Tav e creare una grande unità politica ed istituzionale. È bene che tutto il centro destra se ne renda conto, accantonando le minuscole polemiche elettorali e di basso profilo”.

On. Giorgio MERLO

On. Stefano ESPOSITO

Deputati PD Piemonte

Già più di mille adesioni alla manifestazione Si Tav

(Adnkronos) – “Con questa manifestazione -ha aggiunto Giorgio Merlo- nel centrosinistra si e’ fatto un passo avanti. Nel Pd e’ stata rimossa ogni sorta di ambiguita’ dopo il patto innaturale che in Val di Susa si e’ fatto tra alcuni esponenti del partito e dei moviemnti del No Tav. Ora ci sono le condizioni per ricreare una grande unita’ politica e istituzionale -ha concluso Merlo- per questo la manifestazione sara’ un momento per chiudere le polemiche intorno alla Tav”.

Questo pomeriggio, intanto, in Consiglio comunale a Torino sara’ presentato un ordine del giorno con cui si chiede all’amministrazione torinese di aderire formalmente alla manifestazione di domenica.

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Esposito (Pd): già più di mille adesioni alla manifestazione pro-Tav

La Stampa

Sono già oltre un migliaio le adesioni di cittadini e associazioni del mondo economico e produttivo alla manifestazione bipartisan ’Si Tav’ promossa per domenica prossima al Lingotto di Torino. Ad annunciarlo uno dei promotori, il parlamentare del Pd, Stefano Esposito che nei giorni scorsi ha lanciato l’iniziativa insieme al collega di partito Giorgio Merlo, al sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, agli esponenti del Pdl Osvaldo Napoli e Walter Zanetta e al sottosegretario ai Trasporti Mino Giachino.

«Il nostro obiettivo -ha spiegato Esposito- è quello di riuscire a sottoscrivere al termine della manifestazione, e io credo che ce ne siano le condizioni, un patto tra tutti i presenti, mondo produttivo e imprenditoriale, forze politiche e cittadini perchè tutti si impegnino a garantire alla Tav un percorso neutro sapendo che qualsiasi tentennamento rischia di far saltare l’opera con perdita di risorse».

«Il microfono -ha aggiunto ancora Esposito- sarà a disposizione di tutti coloro che hanno aderito alla manifestazione ed io mi auguro che tra questi ci siano anche tutte le sigle sindacali. Oggi abbiamo ricevuto solo l’adesione della Uil Piemonte ma auspico che nei prossimi giorni arrivino anche quelle di Cisl e Cgil».

«Con questa manifestazione -ha aggiunto Giorgio Merlo- nel centrosinistra si è fatto un passo avanti. Nel Pd è stata rimossa ogni sorta di ambiguità dopo il patto innaturale che in Val di Susa si è fatto tra alcuni esponenti del partito e dei moviemnti del No Tav. Ora ci sono le condizioni per ricreare una grande unità politica e istituzionale -ha concluso Merlo- per questo la manifestazione sarà un momento per chiudere le polemiche intorno alla Tav».

Questo pomeriggio, intanto, in Consiglio comunale a Torino sarà presentato un ordine del giorno con cui si chiede all’amministrazione torinese di aderire formalmente alla manifestazione di domenica.

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TAV:CHIAMPARINO, ESPOSITO E MERLO, DESTRA IN DIFFICOLTA’. REPLICA A COTA

(ASCA) – Roma, 13 gen – ”L’iniziativa politica bipartisan del 24 gennaio per la realizzazione della Torino-Lione non puo’ essere sottoposta a condizionamenti di natura elettorale. Infatti, lo spirito della manifestazione -come confermano le centinaia di adesioni arrivate sino ad oggi anche dal mondo economico e produttivo piemontese- e’ finalizzato ad evitare che la Tav diventi un terreno di scontro elettorale e tra i rispettivi schieramenti politici”.
Lo affermano in una dichiarazione comune il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, Stefano Esposito e Giorgio Merlo.
”Stupisce, al riguardo -aggiungono-, l’atteggiamento dell’On. Roberto Cota (capogruppo alla Camera della Lega Nord, n.d.r.) che da un lato dichiara la disponibilita’ ”piena e convinta’ a partecipare alla manifestazione e, dall’altro, piega questa partecipazione a condizioni politiche ed elettorali radicalmente estranee e contrarie allo spirito della manifestazione. Cosa c’entrano le dimissioni dell’assessore Artesio con la partecipazione all’incontro del Lingotto? Cosa c’entra la coalizione che sosterra’ Mercedes Bresso – che sara’ giudicata per la sua coerenza dagli elettori piemontesi il 28 marzo – con l’iniziativa bipartisan sulla Torino-Lione?”.
”Chi scrive -prosegue la nota- ha da sempre sostenuto l’errore politico dell’alleanza tra settori del PD valsusini e le liste No Tav per il nuovo governo della comunita’ montana e la necessita’ che il nostro partito faccia chiarezza definitiva rispetto a comportamenti politici in aperto contrasto con le indicazioni del PD. Anche grazie alla nostra iniziativa il PD piemontese ha assunto la decisione di deferire agli organi competenti la posizione assunta da Plano e dagli amministratori PD della valle. Ma anche questi argomenti nulla c’entrano con le scelte del centro destra che utilizzano strumentalmente alcuni elementi per spiegare la difficolta’ a partecipare alla manifestazione del Si’ Tav del prossimo 24 gennaio al Lingotto”.
”Tuttavia, ci auguriamo -concludono Chiamparino, Esposito e Merlo- che il centrodestra piemontese riveda la sua posizione e partecipi attivamente alla manifestazione del si’ alla Torino-Lione sgombrando definitivamente il campo da inutili politiche di basso cabotaggio.
Siamo convinti che la grande manifestazione del 24 a Torino possa diventare l’occasione per sancire un patto politico trasversale finalizzato unicamente, al di la’ del vincitore delle prossime elezioni regionali, a garantire la realizzazione della Torino-Lione”.
Roberto Cota nel pomeriggio aveva lanciato una sorta di aut aut al Pd dicendo ”faccia chiarezza o non parteciperemo alla manifestazione promossa dal sindaco di Torino per il 24 a sostegno della Tav”. E come prova aveva avanzato due richieste: ”Il presidente della Regione Piemonte, Bressa, tolga la delega agli assessori espressione delle forze contrarie alla Tav e dica no ad alleanze con le forze politiche ‘No Tav’ e sia sfiduciata la comunita’ montana che sta bloccando i sondaggi e quindi la realizzazione dell’opera”.