Tav, una scelta per lo sviluppo sostenibile
gennaio 23, 2010 | 1 Comments | Tav
Sergio Chiamparino – LaStampa
La storia, checché ne dica Grillo dal suo predellino, insegna che la crescita della nostra città e del Piemonte, e dell’intero Nord, è stata fortemente correlata con il potenziamento e la modernizzazione delle infrastrutture di trasporto. Francesco Manacorda su questo giornale ha giustamente invitato a riflettere su cosa sarebbe stato dei nostri territori se nella metà dell’800 non si fosse fatto il traforo del Frejus.
Se si ragiona un attimo, L’Alta Velocità non è nient’altro che la modalità normale con cui ci si sposterà per ferrovia sul medio lungo raggio nel XXI secolo. Un po’ come è avvenuto quando si è cominciato a sostituire le vaporiere con le motrici elettriche.
Nessun mostro inquinante quindi, al contrario una scelta per lo sviluppo sostenibile.
Si dice che l’attuale linea non è satura. Vero. Ma come ha ripetutamente spiegato Mario Virano, saturarla vorrebbe dire far passare un treno merci ogni 7 minuti (sette!). Ci domandiamo come sarebbero contenti i valsusini che vivono nei paesi attraversati dalla ferrovia e quali sarebbero le condizioni di sicurezza in cui si viaggerebbe. Ci domandiamo come sarebbe possibile avere spazio sufficiente per garantire un servizio passeggeri adeguato sia nel lungo raggio sia in ambito metropolitano (i pendolari!).
La situazione è molto diversa rispetto a quattro anni fa. Il lavoro dell’Osservatorio e di Mario Virano, a cui va tutto il nostro apprezzamento, ha consentito di diradare dubbi, di smascherare pretesti, di fornire risposte, di tenere conto di osservazioni e richieste che provenivano dalle popolazioni interessate.
I sondaggi si stanno facendo senza problemi significativi certo per l’intelligente azione delle forze dell’ordine coordinate dal Prefetto, ma anche perché gli oppositori sono poche centinaia di attivisti senza popolo. Perché la gente della Val di Susa ha capito come aveva capito decenni fa quando fu costruita l’autostrada.
Se le opere si fanno bene, rispettando il territorio, convengono, perché accrescono le possibilità di lavoro anche molto qualificato, perché migliorano la qualità del trasporto e dell’ambiente.
E questa sarà un’opera fatta bene. Grazie al lavoro dell’Osservatorio è già e sarà l’opera più monitorata da tutti i punti di vista a partire da quello ambientale.
Naturalmente non pretendiamo che tutti siano convinti e d’accordo. Rispettiamo il dissenso anche quando è pregiudiziale e politico. In democrazia, su materie come queste, nessuno può però avere diritto di veto. Semplicemente quindi chiediamo che si rispetti il diritto della maggioranza.

