Italia e Francia pronte a firmare il trattato

Maurizio Tropeano – LaStampa

Italia e Francia firmeranno ufficialmente il nuovo trattato internazionale per la realizzazione della Torino-Lione lunedì prossimo a Roma. E’ stato il ministro dei Trasporti del governo di Parigi, Thierry Mariani, ad annunciarlo nel corso di una seduta del Senato d’oltralpe. L’intesa tecnica era stata raggiunta a Roma lo scorso 20 dicembre e dà il via libera al progetto low cost e alla nascita del nuovo soggetto promotore. Per l’Italia l’intesa sarà sottoscritta dal viceministro alle Infrastrutture, Mario Ciaccia.

La firma dell’accordo tra i due governi permetterà di portare il nuovo trattato internazionale all’approvazione dei due parlamenti e dovrebbe così rafforzare la possibilità che la TorinoLione ottenga il massimo del contributo previsto da Bruxelles, cioè il 40 per cento. Vuol dire 3,3 miliardi di euro a cui si aggiungeranno i 2,7 di Roma e i 2,2 di Parigi. In tutto saranno spesi 8,2 miliardi per la realizzazione del progetto low cost.

La somma a carico dei due governi potrebbe scendere ulteriormente se i due Paesi riusciranno a convincere le grandi multinazionali del settore dell’impiantistica e allestimenti tecnologici (da Siemens a Bombardier, da Ansaldo a Finmeccanica ad altri gruppi) a partecipare ai lavori di allestimento per un valore 1,6 miliardi che verrebbero ripagati attraverso un canone annuo che coprirebbe le spese di manutenzione, installazione e aggiornamento. Secondo la Cig, la commissione intergovernativa italo-francese questo è l’unico settore dove, attraverso il partenariato pubblico-privato, si possono trovare capitali privati.

L’apertura dei primi cantieri per il tunnel di base è prevista tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 in territorio francese mentre in Valsusa i lavori partiranno alcuni mesi dopo e riguarderanno la costruzione di un ponte sulla Dora al confine tra Bussoleno e Susa e lo scavo di una galleria di 1,5 chilometri nel territorio segusino. Due opere che serviranno come interconnessione tra la linea storica e il nuovo collegamento veloce che si attesterà a Susa. Entro la fine del 2013 partiranno anche i lavori per la costruzione della stazione internazionale che costerà 48,3 milioni. In questi giorni è scaduto il bando di gara.

L’accordo sancisce la composizione paritaria del consiglio d’amministrazione del nuovo soggetto promotore. Il presidente della commissione contratti e quello del servizio di controllo saranno francesi mentre amministratore delegato e direttore finanziario verranno scelti dall’Italia. Nel Cda e nella Cig sarà presente anche un rappresentante della Commissione Ue che cofinanzia l’opera, ma senza diritto di voto. Anche le regioni Piemonte e Rhône-Alpes potranno partecipare come uditori.

Svizzera, Il trasferimento del traffico

via ufficio federale dei trasporti UFT

Di cosa si tratta?

Nel 2000 hanno attraversato le Alpi svizzere circa 1,4 milioni di autocarri, di cui oltre la metà in transito attraverso la Svizzera. Nel 2010 erano 1,257 milioni (-> Traffico merci transalpino). Questa riduzione del traffico pesante nelle vallate alpine è il risultato della politica di trasferimento del traffico, avviata con l’approvazione, nel 1994, della cosiddetta “Iniziativa delle Alpi” e da allora più volte confermata dal popolo svizzero.

Senza le misure attuate, oggi sulle Alpi svizzere si conterebbero 600 000 autocarri in più all’anno. L’obiettivo è di limitare a 650°000 l’anno il numero degli autocarri in transito sulle Alpi svizzere, ma per raggiungere questo traguardo occorre intraprendere ulteriori sforzi.

Attualità

Il Consiglio federale ha approvato il Rapporto sul trasferimento del traffico 2011.
L’Esecutivo prende atto che l’obiettivo intermedio, fissato per l’anno in corso, di ridurre a 1 milione i camion in transito attraverso le Alpi non verrà raggiunto. L’analisi rivela che gli attuali strumenti non saranno sufficienti a realizzare nemmeno l’obiettivo di 650 000 transiti annui fissato per il 2018. Per adempiere al mandato sancito nella Costituzione e nella legge il Consiglio federale prevede pertanto di introdurre misure supplementari.
Tipo:  PDF
Rapporto sul trasferimento del traffico (dicembre 2011)
Valido da 16.12.2011 | Grandezza: 1997 kb | Tipo: PDF

Alpinfo 2010

È ora disponibile Alpinfo 2010. Nel traffico merci transalpino la quota della ferrovia rilevata in  Francia, Svizzera e Austria ha fatto registrare un leggero aumento, attestandosi al 40,3%.

Tipo:  PDF
Alpinfo 2010
Valido da 03.01.2012 | Grandezza: 307 kb | Tipo: PDF

1° rapporto semestrale 2011
Nel primo semestre 2011 il traffico merci attraverso le Alpi è aumentato sia su strada che su ferrovia. La rotaia ha riportato un aumento maggiore rispetto alla strada, portando la sua quota di mercato (ripartizione modale) dal 62,6 per cento nel primo semestre 2010 al 64,1 per cento. Finora, nel traffico combinato non accompagnato (TCNA) non era mai stato registrato un simile volume di merci attraverso le Alpi svizzere sull’arco di sei mesi.
Tipo:  PDF
1. Semesterbericht 2011
disponibile solo in tedesco
Valido da 09.09.2011 | Grandezza: 75 kb | Tipo: PDF

Nuova documentazione per la procedura d’offerta 2012
Nel nostro sito, al menu Misure di promovimento -> Indennità d’esercizio, è disponibile la documentazione relativa alla procedura d’offerta 2012 per il traffico merci transalpino e non transalpino e per il traffico merci delle ferrovie a scartamento ridotto.

Nuova pubblicazione:
Traffico merci attraverso le Alpi svizzere 2010
Lo studio pubblicato fotografa l’evoluzione nel 2010 del traffico merci attraverso le Alpi svizzere. Dopo la contrazione nel 2009, dovuta alla crisi economica, si rilevano netti segnali di ripresa. I trasporti su strada sono cresciuti del 7 per cento, registrando 1,257 milioni di transiti di veicoli pesanti. Il traffico ferroviario segna un aumento del 15 per cento del volume di merci trasportate, migliorando così la sua quota di mercato dal 61 al 63 per cento (ripartizione modale).
Tipo:  PDF
Güterverkehr durch die Schweizer Alpen 2010
tedesco/inglese, riasunto in italiano
Valido da 28.07.2011 | Grandezza: 1013 kb | Tipo: PDF

PERINO E’ L’ENNESIMO POTENZIALE “ASSASSINO MORALE”. VENGA PUNITO IN MANIERA ESEMPLARE PER LE SUE PAROLE.

“A chi giova esasperare la contrapposizione tra società, che si definisce civile, e Forze dell’Ordine? A quella frangia di delinquenti a cui si crea un paravento dietro il quale farli nascondere ogni qual volta ne avranno bisogno, dopo aver usato la violenza per manifestare il loro dissenso. Coprirsi il volto, nascondersi dietro parole di odio. Ecco come i manifestanti di questo Paese, che non dialoga più, fanno valere le loro ragioni” Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta le parole di Alberto Perino, psudo-leader del movimento No-Tav, che ha accusato le Forze dell’Ordine di sparare lacrimogeni ad altezza d’uomo. I capitoli più tristi della storia di questo Paese sono stati scritti da chi si dichiarava e si dichiara tutt’ora responsabile morale di alcuni dei più feroci delitti accaduti, pur senza essersi mai armato la mano. Non vorremmo – dice Maccari – che il signor Perino andasse ad allungare questo elenco e che pur non armandosi la mano, armasse quella di qualche scellerato incapace di discernere il bene dal male. Non vorremmo dover ascrivere qualche vittima sulla coscienza di chi, pur non puntando un arma contro qualcun altro, ne diventa “il carnefice morale” ”. “Pensavamo che quell’epoca fosse chiusa e che di sangue ne fosse stato già versato molto in questo Paese – conclude Maccari – ma evidentemente tanto non è bastato a chi come Perino, in maniera irresponsabile, pronuncia tali parole. Parole che non commenteremo oltre, ma per le quali chiediamo una punizione esemplare a carico di chi le ha pronunciate, prima di assistere all’ennesimo processo a carico dell’ennesimo assassino”.

Sviluppo Tutela Val Susa

Ci risiamo, all’indomani delle manifestazioni dell’ 8 -10 dicembre 2011 la storia e’ sempre la stessa:
- il movimento No Tav si e’ nuovamente distinto per atteggiamenti violenti;
- i politici (i favorevoli alla costruzione dell’ opera) dichiarano il loro sdegno per quello che accade;
… … … e la storia infinita continua … … … senza che nessuno riesca a porre rimedio a questa vergognosa situazione.
La nostra Associazione Sviluppo e Tutela Val Susa chiede l’intervento della Magistratura al fine di ripristinare la legalita’ sul territorio.

Il dilemma e’
TAV = MAFIA? o NO TAV = MAFIA?
E ancora,
e’ verosimile pensare che qualcuno fomenti ad arte queste situazioni per trarne profitto?
Le forze dell’ordine (carabinieri, polizia, guardia di finanza, .…) gli imprenditori, i commercianti, i liberi professionisti e i LAVORATORI tutti della Valle di Susa sono l’anello debole di questa catena, assistono impotenti a quello che sta accadendo. La certezza e’ che ci sono dei gravi rischi per l’incolumita’ fisica di coloro che effettuano servizio d’ordine durante le manifestazioni e che ci sono dei pesanti danni economici per chi ha la sfortuna di avere un’attivita’ produttiva sul territorio.
La Valle di Susa e’ diventata ormai da tempo terra di nessuno:
- Chiediamo alla Magistratura d’ intervenire ma chiediamo anche alle altre Istituzioni in genere, alle Forze Politiche a tutti i livelli e con identica posizione dal livello comunale, zonale, provinciale, regionale e nazionale di uscire dalle ambigue posizioni.
VOGLIAMO SENTIRE LA PRESENZA DELLO STATO,
- Chiediamo che vengano puniti gli esecutori materiali delle violenze ma soprattutto chi le FOMENTA.
- Chiediamo chiarezza sulla questione delle compensazioni in Valle: I CONTI NON TORNANO!
Il Presidente
Nadia MATTEO

La macchina del fango no tav

Pubblichiamo questo documento che dimostra come vengono organizzate e pianificate, in ogni minimo dettaglio, le tecniche di attacco – demolizione ai nemici di turno. Questo incredibile documento lo abbiamo ricevuto da un No TAV pentito (e rimasto scioccato) non dalla lotta contro la linea ferroviaria ma dagli strumenti usati per raggiungere lo scopo.

Il vero movente di questa campagna, va precisamente individuato nelle ultime tre righe.

A voi le conclusioni…

Da: gvighetti@libero.it

Inviato: venerdì 16 settembre 2011 10:31

Oggetto: incontro

Priorità: alta

Ciao

Ci vediamo martedì sera alle ore 21 alla credenza

Chiedo anche all’avv. Vitale di esserci

A questo punto dobbiamo essere “operativi” ne senso che dovremmo discutere come organizzare

L’incontro con il direttore della Stampa, Tiberga e forse Gramellini..

La mia proposta (da verificare modificare ampliare insieme)è

Chiedere l’incontro nel quale evidenziamo la gravità della provocazione che è uscita dalla redazione della Stampa..

Chiediamo una chiara presa di posizione della direzione contro il grave episodio che rimanda a uno o due giornalisti della redazione torinese..

Non facciamo nomi anche se, con intelligenza, restringiamo “l’area sospetta” a chi si occupa di ordine pubblico..

Se la direzione fa autocritica pubblicamente accuseremo solo alcuni giornalisti della redazione di grave azione di provocazione

Decostruzione e ricostruzione scorretta della realtà.diversamente mettiamo sotto accusa il quotidiano…mettendo in evidenza che tutte le

Cronache sono state ricostruite e quindi il giornale non è credibile..

Si fa partire l’esposto all’ordine dei giornalisti..

I siti del movimento rilanceranno via interrnet il grave episodio

Volantinaggio a torino davanti alle sedi stampa in cui si denuncia ai cittadini torinesi dell’episodio di disinformazione e in sostanza che il giornale non è credibile programmazione di altri incontri/confronti con rai3regionale e altri giornali…

infine

credo sia proprio necessario rispetto alla strategia di criminalizzazione e credo prossima repressione del movimento utilizzare al meglio questa opportunità per dimostrare come da sempre ma soprattutto in questi mesi tutto sia stato deformato con continue falsità e provocazioni.

ditemi se ci sono dubbi o perplessità

giovanni

TORINO-LIONE: INSEDIATO COMITATO PILOTAGGIO GRANDI CANTIERI

(ANSA) – TORINO, 17 NOV – Il Comitato di pilotaggio della legge Cantieri-Sviluppo-Territorio, varata dalla Regione Piemonte per favorire le grandi opere a partire dalla Torino-Lione, si e’ insediato oggi. L’organismo, presieduto dall’assessore regionale ai Trasporti Barbara Bonino, include il commissario della Torino-Lione, Mario Virano, e il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta. Alla prossima riunione del Comitato, il 12 dicembre, saranno invitati tutti i sindaci del territorio interessato dalla nuova linea Tav.

Fra le decisioni prese oggi dal Comitato, quella di incontrare al piu’ presto gli omologhi francesi della Demarche Grand Chantier al fine di condividere l’esperienza accumulata Oltralpe con la costruzione delle tre discenderie, e i positivi effetti che i relativi cantieri hanno avuto sul territorio della Maurienne dal punto di vista economico-occupazionale.

Obiettivo, individuare un percorso comune di sviluppo delle iniziative volte a massimizzare le ricadute positive sui territori interessati dai cantieri.

Nell’incontro con i sindaci, il direttore di Ltf, Marco Rettighieri, presentera’ una relazione sulle ricadute economiche del cantiere di Chiomonte, dal punto di vista dei lavori edili, della ristorazione, della ricettivita’ e dei servizi connessi allo scavo della galleria geognostica.

E’ stata ratificata inoltre la collaborazione permanente con i professionisti dell’Agenzia Torino 2006 per la segreteria tecnica della struttura di coordinamento.(ANSA).

“Farò foto ai violenti” Le sfasciano la casa

ROBERTO TRAVAN – LaStampa

Hanno tagliato e bruciato una bandiera No Tav e alcune riviste sulla Resistenza partigiana. Hanno rubato quello che c’era in cassa (duecento euro) e una chitarra elettrica (l’altra, in legno, l’hanno invece sfasciata). «Non hanno però toccato i computer e alcune bottiglie di vino pregiato» dice Nicoletta Molinero, titolare dell’ostello del Conte Rosso di Avigliana.

Domenica notte ignoti sono entrati nella reception e l’hanno messa a soqquadro. Non ha dubbi la Molinero, nota attivista No Tav: «Una provocazione fascista perché hanno soprattutto infierito sui simboli in cui tutti noi crediamo». Accuse pesanti che arrivano all’indomani della manifestazione in cui a migliaia, in Val di Susa, hanno pacificamente detto no alla Torino-Lione. C’era anche Nicoletta domenica a Chiomonte. Qualcuno glielo aveva però sconsigliato. Il motivo? Quell’appello che la Molinero aveva lanciato nei giorni scorsi su Facebook. Voleva evitare scontri e violenze al cantiere della Maddalena: «Domenica fotograferò tutti quelli che compiranno azioni violente contro l’interesse del movimento, che siano infiltrati della polizia, venduti o peggio. Poi metterò le foto su Internet». In molti avevano approvatola sua idea.

Non il concittadino Renzo Oliva: «Se vieni con la cultura del sospetto e della delazione stai a casa, la manifestazione del 23 non fa per te».

Altri avevano usato parole molto più dure. Immediato il dietrofront della Molinero: «La polizia infiltra truppe addestrate e travestite per creare un caso politico e non dare voce a chi protesta. Sono questi infami che fotograferò, e denuncerò come abbiamo già fatto sulla rete in altre manifestazioni». Domenica notte il blitz al suo ostello. Nessun segno di effrazione. Nessuno ha visto o sentito nulla. Indagano i carabinieri.

Vergognarsi di Lavorare

Massimo Numa – LaStampa
Circa 150 attivisti No Tav hanno bloccato, ieri alle 18,30, la Statale 24 a Bussoleno per contestare l’impresa Geomont e soprattutto il titolare, Beppe Manente, accusato di «tradimento della Valle» e di «collaborazionismo». Scritte davanti ai cancelli e sull’asfalto della Statale: «Beppe vergognati», poi volantini e slogan. Tra gli attivisti anche uno dei leader No Tav, Alberto Perino, e poi gli esponenti del Comitato di lotta popolare di Bussoleno, promotore della protesta. La «colpa» della Geomont è quella di effettuare i sondaggi geognostici all’interno del cantiere della Torino-Lione, iniziati nella notte di lunedì. Il titolare non s’è lasciato intimidire: «Continuo a lavorare, a testa alta, con i miei operai, anche in Val Susa. Non c’è proprio niente di cui io mi debba vergognare». E’ la stesso sistema già usato contro le altre aziende che lavorano per la Tav, Martina e Italcoge, vittime tra l’altro di tre attentati incendiari in meno di due mesi, su cui ora indagano i carabinieri di Susa.

Tav, un nuovo progetto nella tratta di pianura

Maurizio Tropeano – LaStampa

Dimezzamento delle aree dei cantieri della Torino-Lione a Rivoli, Orbassano e Settimo. Allontanamento della zona dei lavori dagli ospedali. Realizzazione della circonvallazione di Rivalta sopra la galleria artificiale della Torino-Lione. L’Osservatorio guidato da Mario Virano ha fatto proprie le proposte di integrazione del progetto della tratta italiana presentate dalla Provincia e adesso Rfi – che ha già dato il via libera all’interno del tavolo tecnico – ha iniziato a valutare come modificare il progetto preliminare.

Il lavoro dei tecnici di Palazzo Cisterna nasce dalla necessità di dar seguito alle indicazioni del piano territoriale di coordinamento. Piano che impone la riduzione dell’impatto ambientale del collegamento ferroviario privilegiando per la cantierizzazione aree già compromesse riducendo così il consumo di suolo. Per volontà del commissario Virano, invece, è stato dato corpo e forza alle preoccupazioni e alle richieste di modifiche presentate dai comuni della pianura che adesso, trasformate in un documento ufficiale dell’Osservatorio, permetteranno di cambiare radicalmente l’organizzazione delle aree di cantiere.

Dal punto di vista politico l’obiettivo è chiaro: dare forza ai sindaci che hanno scelto di confrontarsi con l’Osservatorio evitando che il movimento No Tav, attivo a Rivalta, si possa non solo radicarsi maggiormente in quella zona ma espandersi anche negli altri comuni della cintura.

Che cosa cambierà? A Sant’Ambrogio in assenza di indicazioni del sindaco, contrario all’opera, è stato comunque chiesto ad Rfi di prevedere la costruzione di argini così come sarà fatto da Ltf a Chiusa San Michele. Poi c’è Rivoli. Il progetto iniziale presentato da Rfi aveva un’estensione territoriale di 160 mila metri quadrati mentre adesso verrà praticamente dimezzato e concentrato intorno all’area oggi occupata dal rottamatore. La nuova collocazione permetterà di allontanare di altri 300 metri il cantiere dall’ospedale di Rivoli.

L’impianto di betonaggio e produzione conci inizialmente previsto a Rivoli sarà spostato all’interno dell’area industriale di Orbassano, al confine con Torino e Beinasco, tra l’inceneritore e lo scalo merci e ad una distanza maggiore dal San Luigi.

L’Osservatorio ha chiesto anche di riconfigurare il «cantiere corso Marche». A Grugliasco non sarà rialzato corso Allamano per permettere l’attraversamento della ferrovia. In ogni caso Virano chiede una progettazione integrata con i lavori del prolungamento della tangenziale. La zona interessata dai lavori, poi non potrà essere collocata all’interno dell’area delimitata dalla variante urbanistica comunale «Prin Pronda».

Ed Rfi dovrà anche modificare il progetto a Settimo. L’Osservatorio, infatti, ritiene opportuno utilizzare l’area dismessa ex Ceat per le attività industriali di cantiere e la creazione di un’uscita provvisoria e dedicata della tangenziale.

E poi c’è Rivalta. Qui da anni si sta discutendo della realizzazione della circonvallazione. La proposta che dovrà essere messa in pratica da Rfi prevede la realizzazione dell’opera stradale sopra la galleria artificiale della nuova linea ferroviaria prevista nel progetto preliminare. In questo modo si potrebbe realizzare un unico corridoio infrastrutturale riducendo il consumo. I costi aggiuntivi verrebbero compensanti dalla riduzione della larghezza della galleria con la costruzione di un unico diaframma per le due gallerie di 18 metri invece dei 40 previsti.

Cento deputati al premier: “Accelera sulla Tav”

SARA STRIPPOLI – Repubblica

A Silvio Berlusconi è indirizzata una lettera aperta bipartisan firmata da cento parlamentari per sollecitare il massimo impegno affinché si avvii definitivamente la Torino-Lione. Un´analoga lettera era stata inviata la scorsa settimana a Sarkozy dai parlamentari francesi. Primo firmatario è Stefano Esposito (Pd), con Stefano Allasia per la Lega. «Egregio presidente, siamo giunti ad un momento cruciale per la nuova linea e riteniamo che sia indispensabile un impulso decisivo da parte del nostro Governo», è l´incipit della missiva che si chiude con la richiesta di anticipare la riunione della commissione intergovernativa fissata per l´11 ottobre. Nell´elenco dei firmatari i deputati Enrico Letta, Crosetto, Ravetto, Napoli, Armosino, Reguzzoni, Ghiglia, Giorgetti, Delfino e Calgaro per l´Udc e per l´Idv Cambursano.

«Dopo l´approvazione del progetto preliminare e l´apertura del cantiere di Chiomonte – ricordano i parlamentari – il raggiungimento dell´accordo politico tra i due ministri sulla nuova positiva ripartizione dei costi garantisce una delle condizioni richieste dalla Ue per confermare i 672 milioni previsti per la progettazione e le opere preliminari». E il 19 ottobre la Commissione europea dovrà dare il via libera ai finanziamenti comunitari, fra i quali 20 miliardi destinati alle reti Ten-T. «Se la Torino-Lione non dovesse rientrare nel pacchetto – avvertono i cento – la nuova linea ferroviaria resterebbe una priorità generica del tutto priva di finanziamenti, compromettendo gli 800 milioni già spesi in studi e lavori». Non si è fatta attendere la reazione di Legambiente che, con il presidente Vittorio Cogliati Dezza, sottolinea come la Tav non sia un´opera prioritaria specie in un momento così delicato per l´economia e la società italiana.

Tav, il tunnel parte dalla Francia

Maurizio Tropeano – LaStampa

Alla fine, anche per il pressing di Laurence Parisot, presidente del Medef (la Confindustria d’Oltralpe) e di 40 parlamentari di tutti gli schieramenti della Savoia, Rhône Alpes e Loira, il governo di Parigi ha dato il via libera all’intesa con l’Italia sulla Torino-Lione. Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, e il suo collega Thierry Mariani, hanno raggiunto il pieno accordo politico sulla ripartizione dei costi – Roma ha ottenuto uno sconto di circa 320 milioni – e questo dovrebbe permettere ai due governi di ottenere dalla Commissione Europea la conferma del finanziamento di 642 milioni. Ma, soprattutto, l’intesa permetterà di partire con i lavori per il tunnel di 57 chilometri all’inizio del 2013. E i cantieri saranno aperti in Francia, nella discenderia di Saint Martin La Porte. E da lì la talpa inizierà a scavare verso La Praz (altra discenderia) una prima galleria di nove chilometri.

Come si arriva a questo risultato? La ripartizione dei costi era il tassello mancante per perfezionare il testo del nuovo accordo internazionale che sostituirà quello firmato a Torino il 29 gennaio del 2001. Un’intesa che prevede anche la costituzione di un nuovo soggetto promotore incaricato di realizzare la galleria di base. La nuova società avrà come nucleo fondante la Lyon Turin Ferroviarie finora incaricata di progettare il tracciato. Ltf porterà in dote anche le soluzioni giuridiche ed operative che permetteranno di iniziare i lavori dalla Francia.

Il punto di partenza, recepito ieri nel vertice tra i due ministri, è la scelta del progetto «low cost» che sarà realizzato in due fasi successive. La prima: il tunnel di base e le due stazioni internazionali di Saint Jean de Maurienne e Susa. La seconda: i tunnel di Belledonne e Glandon in territorio francese e, se ritenuto necessario, la galleria dell’Orsiera in Valsusa. Costo complessivo 8,2 miliardi. I due governi hanno trovato l’accordo per non affidare l’appalto ad un unico «general contractor» scelto con gara internazionale ma di suddividere i lavori per lotti funzionali, probabilmente una decina dal valore di circa 800 milioni l’uno.

Una scelta che di fatto rende indifferente il sito dove iniziare i lavori e di utilizzare i fondi comunitari in modo da renderli disponibili secondo lo stato di avanzamento dei lavori. L’Italia è in ritardo per l’opposizione del movimento No Tav. Opposizione che non è intenzionata a rinunciare ad impedire l’insediamento del cantiere di Chiomonte (oggi è prevista una nuova protesta alla Maddalena). E’ chiaro che Palazzo Chigi farà «l’impossibile per garantire un avvio parallelo dello scavo del tunnel di base» ma in ogni caso sarà possibile rispettare la scadenza temporale del 2023 come fine dei lavori.

«L’accordo – spiega il ministro Matteoli – consente di rispettare gli impegni con la Commissione europea, da cui Italia e Francia si attendono forte sostegno finanziario per la realizzazione di un’opera che ha un valore strategico per l’intera Europa». In gioco ci sono i 2,4 miliardi di finanziamenti promessi dall’Ue sul costo complessivo dell’opera e la Commissione si riunirà il 19 ottobre per decidere l’assegnazione dei fondi comunitari per le reti Ten a partire dal 2015. Da questo punto di vista il pressing di Confindustria e dei parlamentari francesi – che hanno contattato alcuni colleghi italiani a partire dal democratico Stefano Esposito – è un segnale importante. Roma e Parigi, però, devono prima ottenere dall’Ue la conferma dello stanziamento di 642 milioni di euro sulla progettazione e le opere preliminari.

Per questo motivo i due ministri scriveranno una lettera al commissario Siim Kallas, illustrando i contenuti dell’accordo politico sulla ripartizione dei costi e annunciando la prossima firma ufficiale del nuovo trattato. Al netto del contributo comunitario l’Italia metterà a disposizione 3,32 miliardi (il 57.9% del costo contro il 67% iniziale) e la Francia 2,44 miliardi (il 42,1 contro il precedente 37). Roma ha ottenuto uno sconto di oltre trecento milioni e secondo il ministro «si è pervenuti ad una ripartizione complessivamente equilibrata tra i due Stati che accoglie le richieste italiane. Considerando l’intera parte comune, la ripartizione dei costi è perfettamente equilibrata al 50%».

Ora i No Tav fanno irruzione anche nelle scuole E in Francia festeggiano 30 anni di alta velocità

IlGiornale

Milano – Mentre in Francia brindano, ovviamente a champagne, al trentesimo compleanno dei treni ad Alta velocità, nelle scuole italiane fanno irruzione i No tav. Una gara ad alta velocità nella quale, per ora, sono in testa i cugini d’Oltralpe. Oggi a Parigi si festeggiano i 30 anni della Tgv (train à grande vitesse), la linea dei treni super veloci che collegano la capitale e Lione in sole due ore. In questi anni 2 miliardi di francesi si sono spostati senza problemi da nord a sud grazie ai treni transalpini. La prima linea Tgv è entrata in servizio il 27 settembre 1981. Da noi c’è qualche problema in più… Basti pensare a tutte le poteste per la costruzione del corridoio 5 in val di Susa. La sindrome Nimby (not in my back-yard), ovvero fate ciò che volete purchè fuori dal mio giardino, è un male che rischia di azzoppare il Paese. Mentre a Parigi festeggiano, noi siamo dispersi fra i “no tav”, “no tunnel tav” di Firenze e chi più ne ha più ne metta. Ieri un gruppo di studenti del liceo Des Ambrois di Ulzio ha improvvisato un mini-corteo interno, passando di classe in classe e interrompendo i professori per distribuire volantini “per la liberazione di Nina e Marianna. Il riferimento è a Elena Garberi, 39 anni, operaia di Avigliana e Marianna Valenti, le due No tav arrestate il 9 settembre a Chiomonte durante un “assalto” alle reti. Dunque anche nelle scuole e con l’autorizzazione del preside si dà voce ai no tav e invece non si difende chi vuole l’alta velocità come bene produttivo futuro per il paese. Infatti sempre nello stesso istituto c’è un ragazzo che viene preso sempre di mira dagli sberleffi dei compagni. Indovinate chi è? Ovviamente il figlio di chi ha una delle imprese che dovevano lavorare nei cantieri della val di Susa. “Hanno cominciato ad insultarlo dandogli del mafioso. Personalmente ho dovuto iscrivere mio figlio – afferma il padre del ragazzo dell’Italcoge l’azienda ex titolare di lavori al cantiere di Chiomonte – a una scuola privata di Bardonecchia e tutti i giorni viene accompagnato o dal fratello o da uno dei miei dipendenti perchè la stessa banda di ragazzi, noti nella scuola per fare a tempo perso gli spacciatori non di noccioline e gassosa, hanno promesso che appena lo vedono in treno gli “ricordano alcune cose”.

Gian Carlo Caselli

  • Nel dicembre 1967, vinto il concorso in magistratura, è stato destinato al Tribunale di Torino, ove nei primi anni settanta è stato giudice istruttore penale. Dalla metà degli anni settanta sino alla metà degli anni ottanta, ha trattato reati di terrorismo riguardanti le Brigate Rosse e Prima Linea.
  • Nel 1984 ha fatto parte della commissione per l’analisi del testo di delega del nuovo codice di procedura penale e nel 1991 è stato consulente della Commissione Stragi.
  • Dal 1986 al 1990 è stato componente del Consiglio Superiore della Magistratura.
  • Nel 1991 è stato nominato magistrato di Cassazione ed è divenuto Presidente della Prima Sezione della Corte di Assise di Torino.
  • Dal 15 gennaio 1993 fino al 1999 è stato Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo ottenendo importantissimi risultati nella lotta alla mafia come l’arresto di boss del calibro di: Leoluca Bagarella, Gaspare Spatuzza, Giovanni Brusca.
  • Dal 30 luglio 1999 è Direttore generale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
  • Dal marzo 2001 è il rappresentante italiano a Bruxelles nell’organizzazione comunitaria Eurojust contro la criminalità organizzata.
  • Dopo aver ricoperto il ruolo di Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Torino, viene nominato Procuratore Capo della Repubblica di Torino con voto unanime del Consiglio Superiore della Magistratura il 30 aprile 2008.
  • Nel 2011 il simbolo Italiano Antimafia viene apostrofato MAFIOSO dai NO TAV

Mercalli ed il servizio pubblico

Immagine anteprima YouTube

Il problema non è se fare o meno l’opera, il problema è isolare chi commette reati e non difenderli in prima serata sulla televisione pubblica. Mercalli infatti dice che le donne arrestate sono colpevoli di aver fatto uso di una maschera da verniciatore.
Per l’informazione di Mercalli quindi, pubblico queste poche righe:

«So io perché con me sono stati più severi, non sto mai buona…», dice Nina Garberi all’uscita dal carcere, prima di andare a casa dov’è sottoposta agli arresti domiciliari, mentre Marianna Valenti ha solo l’obbligo di dimora. E chissà se si riferisce a quanto citato nell’ordinanza dai giudici del Riesame che scrivono: «Non era certo la prima volta che la Garberi partecipava attivamente a manifestazioni violente». Era nota alle forze dell’ordine che sono in possesso di sue fotografie – perché «tra il 16 e il 17 luglio scorso si era arrampicata su un cancello d’accesso al cantiere, insultando le forze dell’ordine e recidendo con una tenaglia il filo spinato posto a protezione del cantiere stesso». Sulle manifestazioni No Tav, i giudici sottolineano: «Sono balzate spesso, negli ultimi tempi, agli onori della cronaca per essere state teatro di violenti scontri con le forze dell’ordine, degenerando spesso in danneggiamenti, violenze e aggressioni anche gravi. Il diritto alla manifestazione del proprio pensiero è baluardo costituzionalmente garantito in ogni Stato democratico, perché resti contenuto nei limiti della civiltà e del rispetto per l’incolumità altrui». Per quanto concerne, invece, Marianna Valenti nella cui borsa vennero trovate 19 pietre – il Riesame osserva che «pur avendo sostenuto di voler prendere parte a una passeggiata pacifica contro il Tav, ha scagliato pietre contro le forze dell’ordine invece di allontanarsi e dissociarsi alla prima carica».

Tav, vertice tra ministri Martedì l’intesa con Parigi

Maurizio Tropeano – LaStampa

Il D-day è martedì. Quel giorno il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, e il suo collega francese Thierry Mariani, dovrebbero mettere la parola fine alla lunga e complessa trattativa per il rinnovo del nuovo trattato internazionale sulla Torino-Lione. La firma ufficiale del patto dovrebbe avvenire in forma solenne – come quella registrata a Torino nel 2001 – in tempi successivi ma i due ministri scriveranno una lettera congiunta alla Commissione Europea dove illustreranno nei dettagli l’intesa sia quelli di carattere economico che sulla nuova società di gestione.

Resta da capire se i contenuti della lettera dei due ministri soddisferanno le condizioni poste dal commissario Siim Kallas per confermare lo stanziamento del contributo europeo per la realizzazione della tratta internazionale della linea. Roma e Parigi sono ottimiste sulla possibilità si superare l’esame anche perché le ultime azioni sono state con cordate con il commissario Ue per la realizzazione del corridoio 5. E Jan Brinkhorst ha dato il via libera allo slittamento della Cig, la commissione intergovernativa, all’11 ottobre. Quella riunione dovrebbe servire ad autorizzare Ltf ad avviare gli studi per elaborare il progetto definitivo del tracciato.

Roma, però, deve accelerare l’iter burocratico per trasformare la decisione del Cipe, il comitato interministeriale per la programmazione economica che ha già approvato e finanziato il progetto preliminare, in delibera scritta da inviare alla firma da parte della Corte dei Conti. Solo allora la Lyon Turin Ferroviarie potrà avviare la fase della progettazione definitiva.

L’ottimismo che sembra contraddistinguere gli addetti ai lavori è legato al fatto che per chiudere l’accordo i due ministri dovranno superare un ultimo ostacolo: la differenza di quaranta milioni tra la proposta di ripartizione dei costi proposta dall’Italia e l’offerta fatta dalla Francia. E’ probabile che Roma riesca a scendere sotto la soglia del 58% della spesa, probabilmente il 57,8, comunque sotto i 3,5 miliardi.

Ma al di là della ripartizione dei costi i due governi hanno già trovato l’accordo sugli altri punti a partire dalla nascita della nuova società che dovrà realizzare concretamente lo scavo del tunnel di base. Società che dovrebbe raccogliere l’eredità di Ltf, sia in termini di uomini che di esperienza, allargandone il ruolo anche all’aspetto della gestione del traforo. E al nuovo soggetto promotore dovrebbe partecipare non solo le due società ferroviarie ma anche i ministeri, con ogni probabilità quelli delle Finanze.

Gli stessi soggetti che insieme agli enti locali e ad operatori privati della logistica e del trasporto dovrebbero diventare i soci fondatori della società di corridoio che, sul modello di quanto avviene al Brennero, dovrebbe essere incaricata di gestire in modo integrato le politiche di trasporto della linea ferroviaria ad alta capacità e del corridoio autostradale. Società che potrebbe utilizzare gli introiti della sovrattassa sul pedaggio autostradale introdotta per finanziare la galleria di servizio del tunnel autostradale del Fréjus.

La Garberi preparata e recidiva

G. Longo – repubblica
«So io perché con me sono stati più severi, non sto mai buona…», dice Nina Garberi all’uscita dal carcere, prima di andare a casa dov’è sottoposta agli arresti domiciliari, mentre Marianna Valenti ha solo l’obbligo di dimora.

E chissà se si riferisce a quanto citato nell’ordinanza dai giudici del Riesame che scrivono: «Non era certo la prima volta che la Garberi partecipava attivamente a manifestazioni violente». Era nota alle forze dell’ordine che sono in possesso di sue fotografie – perché «tra il 16 e il 17 luglio scorso si era arrampicata su un cancello d’accesso al cantiere, insultando le forze dell’ordine e recidendo con una tenaglia il filo spinato posto a protezione del cantiere stesso». Sulle manifestazioni No Tav, i giudici sottolineano: «Sono balzate spesso, negli ultimi tempi, agli onori della cronaca per essere state teatro di violenti scontri con le forze dell’ordine, degenerando spesso in danneggiamenti, violenze e aggressioni anche gravi. Il diritto alla manifestazione del proprio pensiero è baluardo costituzionalmente garantito in ogni Stato democratico, perché resti contenuto nei limiti della civiltà e del rispetto per l’incolumità altrui». Per quanto concerne, invece, Marianna Valenti nella cui borsa vennero trovate 19 pietre – il Riesame osserva che «pur avendo sostenuto di voler prendere parte a una passeggiata pacifica contro il Tav, ha scagliato pietre contro le forze dell’ordine invece di allontanarsi e dissociarsi alla prima carica».

La protesta non si placa. Sul sito web notav.info, i militanti commentano le nuove misure restrittive nei confronti di Nina e Marianna così: «Sicuramente la loro condizione migliorerà ma stiamo comunque parlando di una situazione grave in cui ancora una volta due donne sono ristrette nei loro movimenti, sorvegliate e messe alla gogna mediatica per essersi battute contro questo inutile e dannoso progetto».

Lettera del Sindaco di Chiomonte Renzo Pinard

cari parlamentari piemontesi

credo che si sia arrivati al limite, pazienza se il sindaco di Chiomonte deve affrontare giornalmente i problemi inerenti questa opera difendendo quel poco che c’è ancora da difendere di onorabilità dello stato, ma adesso si esagera.

Stamattina presso il liceo di Oulx un gruppo di studenti pare autorizzati dal Preside girava per le classi a leggere un comunicato a favore della scarcerazione delle due ultime arrestate a Chiomonte durante gli scontri ormai periodici. Ovviamente era stato posizionato un tavolo prestato dalla scuola con bandiere striscioni ecc., inoltre quando sono entrati nella classe del figlio del titolare dell’ ITALCOGE ( poi fallita ) società che era stata incaricata di eseguire i lavori di predisposizione del cantiere, hanno cominciato ad insultare dandogli del mafioso , ecc…

Personalmente ho dovuto iscrivere mio figlio a una scuola privata di Bardonecchia e TUTTI i giorni viene accompagnato o dal fratello o da uno dei miei dipendenti perchè la stessa banda intervenuta oggi, noti nella scuola per fare a tempo perso gli spacciatori non di noccioline e gassosa, hanno promesso che appena lo vedono in treno gli “ricordano alcune cose”.

Se per Voi queste sono situazioni normali fate pure, o intervenite o interveniamo noi ma non ditemi più che siete i rappresentanti del popolo.

Renzo Pinard

Sindaco e Padre

No Tav e Molinette

Come potete vedere dal volantino (prontamente rimosso dai siti no tav), era stato organizzato presso l’ospedale Molinette di Torino un convegno sul TAV. Niente di male, non fosse che l’assemblea viene considerata come sindacale (!?!) e quindi in grado di garantire il relativo permesso sindacale, insomma, un’assemblea notav pagata dai pazienti dell’ospedale. Scoperta la cosa, il livello provinciale del sindacato organizzante, ha deciso di togliere la copertura sindacale. i no tav invece raccontano cosa diversa, vanno dicendo che vittime di discriminazione si sono visti negare la sala.

 

Il blog ‘Perché la Torino-Lione?’: informare si, ma dialogando

Come tutte le grandi opere anche la Nuova Linea Torino-Lione non può prescindere da un confronto aperto e costruttivo con il territorio che la ospiterà. Come ogni confronto costruttivo occorre però partire da informazioni oggettive, elementi certi senza i quali ogni dibattito risulta fumoso, retorico e strumentale.

Da quando si parla del progetto di collegamento ferroviario a alta capacità (per merci e viaggiatori) tra Torino e Lione la rete ha ospitato innumerevoli polemiche e dibattiti, confronti caratterizzati quasi sempre da toni molto accesi. Soprattutto, troppo spesso all’origine delle discussioni vi sono informazioni inesatte, paure infondate o punti di vista difficilmente compatibili con la realtà del territorio.

Per questi motivi il gruppo di lavoro della NLTL ha voluto creare un blog con il quale si vuole riportare la discussione su livelli oggettivi, costruttivi, e, in ultima analisi, utili a tutti.

‘Perchè la Torino-Lione?’: è stato scelto questo nome per il blog per dire da subito che vuole essere uno spazio in cui si possa parlare civilmente del progetto della nuova linea a alta capacità (spesso, in maniera sminuente, definita alta velocità) ma anche, attraverso un canale diretto con il gruppo di lavoro e attingendo a fonti ufficiali, spiegare e condividere con la rete gli obiettivi e il valore di questo progetto.

Sono presenti in particolare due canali video che raccolgono le interviste ad alcuni sindaci francesi di cittadine interessate dai lavori per il progetto della NLTL e dei contributi video del Presidente dell’Osservatorio Mario Virano chiarisce le tematiche più discusse dai cittadini.

Il blog è certamente lo strumento ideale per creare uno spazio che ospiti riflessioni, informazioni e le opinioni degli utenti sui diversi temi legati più o meno direttamente al progetto di Nuova Linea Torino-Lione.

Insieme a questo spazio sono presenti anche i principali canali del mondo dei social network (raggiungibili attraverso il blog), che vogliono offrire luoghi dove raccogliere le varie opinioni su questo progetto e comunicarne l’importanza.

Queste pagine di approfondimento si vanno ad affiancare al sito ufficiale della Nuova Linea Torino-Lione, dove troverete tutte le informazioni tecniche sul progetto e i riferimenti ai principali attori coinvolti.

Non ci resta che augurarvi buona lettura e darvi appuntamento sul blog della NLTL!

LE GOUVERNEMENT DOIT TENIR LES ECHEANCES PROMISES POUR 2010

Ayant pris connaissance de la position exprimée par le Conseil général de Savoie, et du démarrage des sondages de reconnaissance en Italie (une vingtaine ont été réalisés au cours du dernier mois) :

Le Comité pour la Transalpine demande au gouvernement de lancer pour la fin 2010 la tenue de l’enquête d’utilité publique de la nouvelle ligne mixte fret et voyageurs sur l’ensemble du tracé entre Saint-Exupéry et Saint-Jean de Maurienne (section dite “accès français au Lyon-Turin”). Cette enquête préalable à la déclaration d’utilité publique (DUP) devra porter sur la totalité des ouvrages à réaliser sur le territoire français, en dehors de la section internationale.

Cette nouvelle étape essentielle, en parallèle avec le déblocage récent du dossier du CFAL (contournement ferroviaire de l’agglomération lyonnaise), viendra compléter la DUP du tunnel international signée par le Premier ministre le 18 décembre 2007 ; elle est nécessaire pour respecter les engagements pris vis-à-vis de l’Union européenne, co-financeur de l’ouvrage.

Les conseils d’administration du Comitato Transpadana et du Comité pour la Transalpine avaient rappelé conjointement en septembre dernier les échéances à respecter en 2010. Ils ont saisi depuis les deux gouvernements français et italien, quant aux prochaines étapes décisionnelles à franchir pour la liaison Transalpine Lyon-Turin.

L’approbation définitive du tracé ferroviaire entre Lyon et la vallée de la Maurienne est l’un de ces objectifs, avec la signature de l’avenant au traité international de Turin, en cours de négociation.

La liaison ferroviaire Transalpine permettra de participer aux objectifs de réduction des émissions de gaz à effet de serre, issus du Grenelle de l’environnement. En effet, elle autorisera dès son ouverture en 2023 :

d’une part, la diminution de un million du nombre de poids lourds à travers les Alpes, au bénéfice de l’environnement des vallées nord-alpines et du passage de Vintimille.

d’autre part, le report vers le train à grande vitesse de un million de voyageurs aériens, qui n’ont aujourd’hui pas d’alternative terrestre performante pour les trajets d’affaires ou de tourisme entre le France et l’Italie.

Le Lyon-Turin répond plus que jamais aux préoccupations actuelles : relancer l’emploi et la croissance en préparant la compétitivité de demain : c’est le maillon central du corridor ferroviaire transeuropéen Lisbonne-Kiev.

Opere entrambe urgenti, ma ci sono le elezioni

STEFANO PAROLA – Repubblica

QUANDO Paolo Balistreri ha saputo della frase di Scajola («il terzo valico è prioritario rispetto ad altre opere come la Torino-Lione») ha fatto un balzo sulla sedia. Il direttore di Confindustria Piemonte, nonché coordinatore tecnico dell’associazione Transpadana, si è subito messo in contatto con l’entourage della sua presidente nazionale, Emma Marcegaglia. Forse la telefonata ha avuto i suoi effetti o forse il ministro dello Sviluppo economico ha fatto tutto da solo, fatto sta che qualche ora dopo Scajola ha fatto una parziale marcia indietro. Lasciando comunque perplessi gli industriali Piemontesi.

Segretario Balistreri, perché la Torino-Lione e il terzo valico non possono essere messi sullo stesso livello? «L’Unione europea ha portato i paesi a condividere una rete di infrastrutture in cui figurano sia il corridoio 5, che passa attraverso Lione e Torino, che il corridoio 24, tra Genova e Rotterdam. Sono entrambe opere importanti, ma su Torino-Lione ci sono dei passi in più che sono già stati fatti». Quali? «Sono stati presi degli accordi italo-francesi nel 2001, poi aggiornati nel 2004 e che verranno rivisti il prossimo aprile. La Francia ha già speso 450 milioni di euro per costruire le tre discenderie, ha il consenso della popolazionee ha un disegno progettuale ben chiaro. E anche qui in Italia abbiamo portato a casa l’avvio dei sondaggi e la consegna di un primo progetto. Si è messo in moto un meccanismo che ormai è irreversibile». E per il terzo valico? «Al momento sono stati stanziati 500 milioni di euro su 5 miliardi. È vero, c’è anche quell’opera, ma non credo che il sistema possa accettare un rallentamento sulla Torino-Lione. Anche perché i francesi ci chiederebbero i danni, così come farebbero i tedeschi, gli spagnoli, i danesi e tutti gli europei che danno contributi per realizzare il corridoio 5».

Ma tecnicamente che differenza c’è tra i due interventi? «Sono cose completamente diverse. La direttrice padana serve a collegare i mercati dell’Est con la parte più produttiva dell’Europa.

Il terzo valico è più che altro l’attrezzaggio di una serie di linee già esistenti». Allora come si spiega l’uscita di Scajola? «Credo sia frutto di un po’ di entusiasmo scatenato dall’inizio dei lavori per il nodo di Genova. Ma è opportuno che anche a livello nazionale vengano stabilite delle priorità». La sensazione è che il ministro si sia fatto trascinare dal clima pre-elettorale che c’è nella “sua” Liguria. Lei cosa ne pensa? «Se così fosse raccomandiamo la politica di non usare le scadenze elettorali per mettere in dubbio priorità di questo tipo. Come chiediamo al Pd di fare quadrato rispetto alla sinistra radicale, così chiediamo al Pdl di fare uno sforzo per vedere l’opera nella sua giusta dimensione. Comunque siamo sempre più sbalorditi da come in tutte le occasioni elettorali diventino terreno di scontro priorità che non dovrebbero essere in discussione».

Scajola, gaffe sulla Tav: prima il Terzo valico

MARCO TRABUCCO – Repubblica

ORMAI, per il centrodestra si può definire un «vizietto» quello delle gaffe sulla Tav: dopo Bossi che due settimane fa aveva detto di non ritenere quell’opera fondamentale per il Piemonte ieri è stato il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola esprimere i suoi dubbi sulla Torino-Lione.

Se si dovesse giungere ad una scelta, per mancanza di risorse economiche, tra il corridoio 5 Torino-Lione ed il Terzo Valico ferroviario sulla linea GenovaRotterdam, quest’ultimo sarebbe prioritario, ha detto Scajola, alla cerimonia di avvio dei lavori di potenziamento del nodo ferroviario di Genova che è anche l’inizio della realizzazione proprio del cosiddetto terzo valico.

«Spero che riusciremo a realizzare tutte due le opere – ha proseguito Scajola rivolgendosi all’altro ministro Altero Matteoli, – ma se dovessimo fare una scelta è più importante collegare il più grande porto d’Italia al centro e nord Europa perché la nuova economia ci spinge in questa direzione. La TorinoLione è importante, facciamo marciare tutte due le opere insieme, ma se dovessimo fare una scelta, il terzo valico è fondamentale». Immediate sono state le reazioni del centrosinistra piemontese. «Le affermazioni del ministro Scajola sono sconcertanti e, una volta di più, rivelatrici del pensiero del governo italiano e della destra di questo Paese – dice la presidente della Regione Mercedes Bresso – Sconcertanti perché sulle reti europee esistono trattati internazionali, progetti e cronoprogrammi e non esiste affatto un’ipotesi di scelta “in alternativa». Quelle stesse affermazioni sono anche rivelatrici perché ancora una volta confermano che del Piemonte a questo governo importa nulla». «Dopo le parole di Bossi oggi è giunta una chiara conferma che il Governo Berlusconi non ha nessuna intenzione di impegnarsi seriamente per la realizzazione della Torino-Lione» sottolineano i parlamentari del Pd, Stefano Esposito e Giorgio Merlo che annunciano anche per domani, nel questione time alla Camera un’interrogazione urgente al ministro Matteoli. Come Bossi due settimane fa, Scajola nel pomeriggio ha poi fatto una parziale marcia indietro: «Non c’è competizione fra la Torino-Lione e il Terzo valico, le due opere sono nel programma del governo e vanno fatte entrambe perché necessarie allo sviluppo del Paese. La strumentalizzazione degli esponenti della sinistra non ha limiti». E in sua difesa è corso il coordinatore piemontese del Pdl Enzo Ghigo: «Fare il processo alle intenzioni è uno degli sport più praticatia sinistra. La realizzazione di tutti e due i collegamenti è indicata con chiarezza nella parte del programma di governo relativo alle grandi opere».

Scajola: “Terzo valico prioritario sulla Tav”

MAURIZIO TROPEANO – LaStampa

Se si dovesse giungere ad una scelta per questioni economiche tra la Torino-Lione e il terzo valico ferroviario che da Genova, passando sotto gli Appennini, sbuca in Piemonte quest’ultimo sarebbe prioritario. Le parole del ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, alla cerimonia per l’avvio dei lavori di potenziamento del nodo di Genova provocano l’ennesimo scontro politico – la presidente del Piemonte, Mercedes Bresso le definisce «sconcertanti» – e spingono il ministro a chiarire la sua posizione: «Non mi nascondo le difficoltà di assicurare le risorse necessarie ma dovremo fare il possibile per reperirle. Non c’è competizione tra le due opere».

Il ministro parla di «una strumentalizzazione della Sinistra che non ha limiti». Ma l’assessore regionale ai Trasporti, Daniele Borioli, presente al discorso commenta: «Ho ascoltato in diretta le parole del ministro e sono rimasto a dir poco sorpreso. Il suo pensiero non coincide con quello del ministro Matteoli ma ciò non basta a togliere la sensazione che nel Governo ci siano due linee di pensiero tra loro divaricanti. Serve un chiarimento».

Il caso dovrebbe essere affrontato domani alla Camera dei Deputati nel corso di un question time richiesto dai parlamentari Pd, Stefano Esposito e Giorgio Merlo. In Piemonte le parole di Scajola hanno fatto tornare alla ribalta l’incubo della realizzazione del corridoio 5 più a sud, attraverso Ventimila. La famosa alternativa ligure che tanto piaceva al numero 1 delle ferrovie, Mario Moretti, che taglierebbe fuori dai corridoi internazionali Torino e la sua provincia.

Secondo Merlo ed Esposito «dopo le dichiarazioni di Bossi e quelli di Scajola risulta evidente la non volontà del governo ad impegnarsi per la Tav». Ecco perché Scajola sceglie una nota per chiarire il suo punto di vista – «nessuna competizione» – e attaccare la sinistra sostenuto dal coordinatore regionale Pdl, Enzo Ghigo e dal capogruppo della Lega Nord alla Camera, Roberto Cota. Lo sfidante della «zarina» attacca: «Il tentativo di strumentalizzazione della Bresso Tav è durato poco perché subito sconfessato dalla precisazione del ministro Scajola. Bresso strumentalizza per coprire 5 anni di fallimenti».

Lo scontro politico sulla Tav preoccupa mondo industriale del Piemonte che chiede alla politica di tener la Tav fuori dalla politica e dalla campagna elettorale. Confindustria – che aveva criticato Bresso per l’alleanza tecnica con la sinistra radicale – una decina di giorni fa ha chiesto un incontro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. La presidente Marcella Enoc e Luigi Rossi di Montelera, presidente di Transpadana, vorrebbero ricevere garanzie sulla volontà di «tenere il timone della barra dritto sulla Torino-Lione e di far di tutto per garantire che quel clima bipartisan da tutti evocato si trasformi in realtà proprio adesso che sono partiti i sondaggi in Valsusa», spiega Paolo Balistreri, segretario generale dell’associazione degli industriali subalpini.